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Trenta Ore per la Vita

Oltre 33mila presenze nella casa famiglia di Pescara

14 Luglio Lug 2017 1048 14 luglio 2017
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Sono 600 le famiglie accolte fino ad oggi nella “Casa Famiglia Trenta Ore per la Vita” di Pescara che, inaugurata nel 2009, ospita i bambini in cura nel reparto di oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Spirito Santo e le loro famiglie. Da anni l’associazione sostiene diversi progetti di ospitalità come risposta alla migrazione sanitaria

A Pescara la casa famiglia Trenta Ore per la Vita, una delle strutture che l’associazione ha contribuito a realizzare grazie al Progetto Home, sorta nel 2009, ha ospitato sino ad oggi circa 600 famiglie per un totale di oltre 33mila presenze: attiva da otto anni e gestita dall’Agbe-Associazione Genitori Bambini Emopatici onlus, ha l’obiettivo di dare risposta alla crescente richiesta di accoglienza per i bambini in cura presso la sezione di onco-ematologia pediatrica dell’Ospedale Spirito Santo di Pescara e per i loro familiari.

Le strutture realizzate attraverso il Progetto Home hanno l’obiettivo di consentire di vivere la malattia stando vicini ai bambini e costruendo un ambiente familiare lontano da casa. Ogni anno sul territorio nazionale più di 2.300 tra bambini e adolescenti si ammalano di tumore e leucemia e la malattia spesso costringe le famiglie a lunghi periodi lontano dalla loro residenza.

Nonostante la ricerca abbia fatto passi in avanti, infatti, i centri specializzati in onco-ematologia pediatrica non sono presenti in tutto il territorio italiano e, secondo l’ultimo rapporto del Censis, in Italia sono 71mila i minori ricoverati fuori dalla loro regione, mentre l’80% dei pazienti affetti da tumori e leucemie migrano verso le regioni del centro-nord.
Un dato che segna la costante crescita del fenomeno della migrazione sanitaria, con relativi costi sostenuti dai pazienti: la spesa media annua infatti per un paziente oncologico ammonta a circa 7.000 euro tra “costi diretti” e viaggi.

Alla luce di questa situazione, il Progetto Home intende fornire, gratuitamente, un luogo amico per garantire ai bambini e alle loro famiglie il sostegno psicologico e materiale necessario durante l’intero periodo delle cure.

Nel corso degli anni Trenta Ore per la Vita ha sostenuto numerosi progetti, contribuendo a realizzare residenze, reparti e percorsi di riabilitazione motoria e di formazione per i volontari.
Oltre a quella di Pescara, infatti, tra il 2014 e il 2016, l’Associazione Trenta Ore per la Vita ha contribuito a finanziare altre strutture di accoglienza: la “Casa di Alice” a Napoli, la “Casa di Fausta” a Modena, il “Villaggio del sorriso” a Pisa. Sono in corso i lavori per la costruzione di due nuovi poli di accoglienza a Bari e Roma.

A Pescara, a Milano e a Monza sono nati, invece, tre centri di riabilitazione motoria e presto sarà inaugurato a Roma il reparto di ematologia pediatrica del Policlinico Umberto I.

Trenta Ore per la Vita ha sostenuto, anche, la formazione dei volontari a Firenze e a Bologna affinché potessero prendersi cura dei piccoli pazienti e delle loro famiglie e ha garantito a Roma, in una grande casa di accoglienza, l’opportunità di un sostegno psicologico alle famiglie per affrontare i momenti più bui della malattia.

Ultima in ordine cronologico, l’inaugurazione del nuovo reparto di radioterapia dell’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Al suo interno, il “bunker’” di radioterapia dove avviene il trattamento radioterapico dei piccoli pazienti oncologici è stato trasformato, attraverso numerosi dipinti, in un acquario che accoglie i bambini in un paesaggio marino ricco di pesci colorati, per rendere più spensierato il difficile momento della terapia

L’onco-ematologia pediatrica in numeri
Secondo i più recenti dati dell’Associazione Italiana dei Registri Tumori (Airtum), la sopravvivenza dei piccoli malati a cinque anni dalla diagnosi è dell’82% per quanto riguarda i tumori e dell’83% per le leucemie.
Nell’ultimo decennio, infatti, sempre secondo l’Airtum, l’andamento dell’incidenza di tutti i tumori maligni nei bambini (età 0-14 anni) è stazionario e dal 1995 sono diminuiti del 2% su base annua i casi di leucemia acuta linfoblastica.
Negli adolescenti (età 15-19 anni), al contrario, l’incidenza di tutti i tumori maligni è aumentata in media del 2% l’anno: soprattutto nelle femmine (+2%), per lo più linfomi di Hodgkin, mentre in entrambi i sessi si registra un aumento dei tumori della tiroide (+8%).

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