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Anffas

Caregiver famigliari: un testo «vergognoso» che «delude»

3 Ottobre Ott 2017 1714 03 ottobre 2017
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Delusione di Anffas per il testo unico proposto in Commissione Lavoro: «avevamo proposto un testo unificato con quattro punti qualificanti, ripartiamo da lì». La senatrice Bignami punta sulla fase emendativa e minaccia di togliere la firma

Per Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas Onlus il testo unificato divenuto ora punto di partenza per la discussione della proposte di legge sul riconoscimento dei caregivers familiari è «una delusione». Spiega che «ciascuna delle tre proposte di legge conteneva alcuni punti qualificanti, ma anche irrisolte alcune delle questioni più rilevanti, che semmai le altre due in minima parte riprendevano. Per questo a febbraio avevamo partecipato, come Anffas, alle consultazioni online promosse dalla Commissione Lavoro con un nostro documento, in cui chiarivamo i punti che per noi erano e sono imprescindibili. Abbiamo proposto di riprendere, sviluppandoli, vari punti delle tre proposte all’interno di un testo che li riunificasse e speravamo che questo accadesse. Ma oggi il testo al Senato ha disatteso tutto ciò».

Il documento che Anffas ha presentato al Senato il 19 febbraio scorso conteneva la proposta di un Testo Unificato partendo, in particolare, dai disegni di legge con primi firmatari il Senatore Angioni e la Senatrice Bignami, e chiedendo nel dettaglio quattro punti:

  • il riconoscimento, per il caregiver, di contributi figurativi almeno equiparati a quelli di lavoro domestico, per dare diritto al relativo trattamento pensionistico a partire dal raggiungimento di 30 annualità, anche unendo quelli eventualmente versati anche per attività lavorative proprie;
  • la garanzia al caregiver della medesima tutela riconosciuta ai lavoratori per gli infortuni, le malattie professionali e le tecnopatie; 

  • la garanzia alla persona con disabilità assistita della copertura assicurativa a carico dello Stato per il rimborso delle spese effettivamente sostenute per la vacanza assistenziale nei periodi di impossibilità da parte del caregiver familiare (malattia grave, ecc..);
  • la compatibilità del caregiver a ricoprire il ruolo di assistente personale ed essere così rimborsato con assegni di cura o simili interventi economici da parte delle Regioni e Province Autonome.

«Il Testo Unificato su cui si aprirà la discussione al Senato purtroppo non ha nulla di quanto richiesto da Anffas, contenendo solo un orientamento per le Regioni e per le Province Autonome volto a sostenere il caregiver con informazioni sulla presa in carico, formazione per l’attività di cura, sostegno psicologico o promozione di gruppi di mutuo-aiuto. Troppo poco!», chiosa Speziale. L’articolo 3 del Testo Unificato prevede inoltre che eventuali diritti economici e sociali di competenza dello Stato saranno individuati dalla legge di bilancio annuale, cosa che «non garantisce una visione di sistema rispetto al caregiver perché lasciata, volta per volta, alle solite schermaglie di fine anno».

Considerato tutto ciò, conclude il presidente di Anffas, «chiediamo ufficialmente che la discussione in Senato riparta invece dal Testo Unificato proposto da Anffas Onlus. Siamo pronti ad un’interlocuzione seria che però parta dalla nostra proposta di unificazione dei testi, avendo ben in mente che tutto questo è per garantire alla persona con disabilità un sistema partecipato di tutti i sostegni formali ed informali di cui fruisce nella partecipazione ai vari contesti di vita. Diversamente contrasteremo in maniera decisa questa deriva».

«Il testo unico uscito dalla Commissione seppellisce tutto il lavoro fatto dal Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili Gravi e Gravissimi», ha commentato invece la senatrice Laura Bignami (MovimentoX), «è un testo vergognoso che non meritate, questo testo è semplicemente offensivo nei confronti di tutte le persone che hanno speso la vita per una persona cara», «facciamoci sentire perché la fase emendativa sia significativa e non uno strumento di campagna elettorale», «è possibile che io possa anche ritirare la firma».

Foto © STEFANO CAROFEI/AG.SINTESI

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