Matvej E La Mamma Karina
Ucraina

Matvej, il Donbass e quella generosità che può salvare tante vite

3 Novembre Nov 2017 0900 03 novembre 2017
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Matvej è un piccolo bimbo nato sul confine dove oggi si combatte. Gli è stata diagnosticata una sordità neurosensoriale bilaterale che può essere superata solo grazie ad un'operazione che in quelle terre è impossibile. Il suo caso è stato preso a cuore dall'associazione “Aiutateci a Salvare i Bambini”

Un’altra storia di sofferenza dalla martoriata terra del Donbass, nell’Ucraina orientale, dove la guerra iniziata oltre tre anni fa non è mai terminata.

Ora la guerra si è posizionata, congelata a basso tono, a ridosso della linea di confine che separa l’Ucraina dalle due autoproclamatesi Repubbliche Popolari di Donetsk e di Lugansk.

La guerra, sappiamo bene, non è solo sofferenza diretta: vittime, feriti, mutilati, bombardamenti, case distrutte.. ma anche violenza “strutturale” con tutto il suo strascico di povertà, miseria, penuria di viveri e medicinali, minor assistenza sanitaria.. Tutte queste condizioni, spesso negano alla popolazione, ai bambini ammalati.. la possibilità, in particolare, di disporre di adeguate terapie, soprattutto se si ha a che fare con patologie gravi.

È da questo retroterra di privazioni che raccogliamo una storia, purtroppo una delle tante in questo scenario di sofferenza. Anche se ogni caso è importante, alcuni lo sono ancora di più, nella misura in cui sono gravosi per la complessità delle terapie e dall’impegno finanziario che le stesse richiedono.

Questa è il caso di Matvej. Al piccolo (nella foto di copertina), nato nel settembre del 2015 a Enakievo (nella Repubblica Popolare di Donetsk), all’età di un anno è stata diagnosticata una sordità neurosensoriale bilaterale di 4° grado. L’unica salvezza affinché non rimanga sordomuto a vita è un’operazione che inserisca una protesi cocleare. Solo così potrà avere una vita normale e vivere come tutti gli altri bambini.

Si può buon immaginare lo shock, l’angoscia, che Karina, la mamma di Matvej ha provato quando le è stata diagnosticata la malattia del figlioletto. Solo l’intervento è l’unica possibilità per garantire un futuro “sonoro” e normale a Matvej: un miracolo.

Ma Matvej è nato e vive nel Donbass dove c’è la guerra e le condizioni economiche non permettono alla sua famiglia di raccogliere, nel breve tempo disponibile, l’immensa somma necessaria. L’unica struttura in grado di operare Matvej è a Mosca, l’intervento deve essere eseguito entro pochi mesi, pena, la sordità definitiva del bambino.

Di questo caso estremo si sta occupando l’Associazione “Aiutateci a Salvare i Bambini”, ONLUS che dal 2001 opera in favore dei bambini gravemente ammalati, abbandonati e vittime del terrorismo e delle guerre. Dalla sua fondazione sono stati migliaia i bambini salvati da situazioni di vita molto precarie, aiutati a guarire e a rivivere.

Un disegno di Matvej

Ecco le parole di Ennio Bordato presidente di “Aiutateci a Salvare i Bambini”: «Siamo stati contattati dalla mamma che ci ha conosciuto col “passa parola” di persone che abbiamo aiutato e che continuiamo ad aiutare nel Donbass. Abbiamo colto subito la tragedia che sta dietro alla sua storia. Nella regione, a causa del conflitto ancora in corso c’è una situazione economica al limite della sopravvivenza che toglie risorse vitali al sistema sanitario locale. Si tratta di un’operazione non troppo impegnativa per chi vive nella pace, ma che diventa un calvario per chi, oltre alle bombe, alle difficoltà e alle tragedia, vive l’angoscia di non avere i mezzi per aiutare il proprio figlio».

«Vogliamo dare la possibilità a Matvej», sottolinea Bordato, «di ascoltare la voce della sua mamma, di ascoltare la maestra quando andrà a scuola e parlare con i suoi amici e la fidanzata quando diventerà grande. Grande come il cuore degli italiani che stanno rispondendo al nostro appello #SalviamoMatvej. Grazie a tutti quelli che ci aiuteranno anche questa volta per portare la Bella Italia in uno dei posti più martoriati del mondo, una guerra europea terribile. Serve raccogliere nelle prossime settimane 21mila euro per far “sentire” il futuro a Matvej. La raccolta è già partita con qualche primo concreto risultato. Ma la strada è ancora lunga e il tempo è breve per salvare Matvej dalla sordità a vita».

In passato “Aiutateci a Salvare i Bambini” si è occupata del caso di Anna Tuv, la mamma di Gorlovka che perse il braccio sotto le bombe ucraine, e a cui Vita.it aveva dedicato diversi articoli. Ora Anna, grazie all’aiuto di tanti benefattori, è ritornata a riabbracciare i figlioletti sopravissuti alla tragedia grazie a una nuova protesi bionica.


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