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Migranti

Salvataggi e tragedie in mare, recuperate 2mila persone ma anche 39 vittime

3 Novembre Nov 2017 1728 03 novembre 2017
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Si riacutizza il dramma nel mar Mediterraneo: 36 corpi senza vita e 1801 persone salvate nelle acque tra Italia e Libia sono arrivate oggi nei porti italiani, mentre in queste ore la nave dell'ong Proactiva Open Arms ha recuperato altre 380 persone. Sempre oggi davanti all'isola greca di Chios una nuova tragedia, con almeno tre vittime accertate

Nuove persone vittime dei trafficanti di esseri umani e dell'assenza di alternative al viaggio illegale in mare: si muore sia nel Mediterraneo centrale, tra Italia e Libia, sia in quello Orientale, al largo dell'isola di Chios. Trentanove vittime accertate in tutto, 36 tra Italia e Libia: otto recuperate dalla nave Diciotti della Guardia Costiera (le salme condotte a Reggio Calabria assieme a ben 765 persone salvate in più recuperi), 23 dalla nave Mecklenburg dell'Operazione Sophia dell'Unione Europea, tre dalla nave Scirocco. Altrettante nel mar Egeo, a causa del ribaltamento di una piccola imbarcazione a poca distanza dall'isola greca dopo la partenza dalla Turchia. Il 2017 si conferma l'anno peggiore di sempre nel rapporto tra vittime in mare, più di 2600, e persone che hanno fatto il viaggio, 180mila in tutto finora.

Nel frattempo, poche ore fa la nave dell'ong spagnola Proactiva Open Arms (intervenuta dopo indicazione delle atuorità competenti, ovvero il Comando centrale della Guardia costiera) ha salvato 312 persone intercettate in pericolo su una barca di legno in acque internazionali sempre tra Italia e Libia mentre in serata si appresta ad effettuare due transfer da altre navi di salvataggio con a bordo 34 e 35 persone ciascuna. Con quest'ultimo salvataggio si è arrivati a 2mila recuperi in meno di tre giorni: gli altri sono stati effettuati dalla nave Mecklenburg di Operazione Sophia/Eunavfor Med (322 persone), dalla Scirocco della Guardia costiera (21 persone), dalla Olympic Commander di Frontex (48 persone) e dalle navi di due ong, Seefuchs di Sea-Eye (33 persone) e Aquarius di Sos Mediterranée (ben 588 persone in 18 ore). A questi si aggiungono la sessantina di persone intercettate via terra una volta sbarcate in due punti diversi: in Calabria, sulla costa tirrenica, e in Sardegna: partiti da luoghi in via di accertamento, sono approdati senza essere visti e solo a terra intercettati dai carabinieri.

Ecco, in particolare, la dinamica dell'operato dell'Aquarius: mercoledì 1 novembre i soccorritori della organizzazione umanitaria Sos Mediterranée gestita in partnership con Msf (Medici Senza Frontiere), hanno effettuato 4 operazioni di soccorso in mare: un trasbordo e tre salvataggi. "La mattina del giorno precedente – martedì – il MRCC (Maritime Rescue Coordination Centre) di Roma aveva segnalato alla nave Aquarius due imbarcazioni in difficoltà in acque internazionali a 30 miglia nautiche dalla costa libica. Mentre procedeva verso la posizione indicata, il MRCC di Roma ha chiesto alla nave Aquarius di mantenere una distanza di sicurezza e di rimanere in standby. La Guardia Costiera Libica ha assunto il coordinamento della operazione di soccorso. I due gommoni sono stati intercettati da una nave della Guardia Costiera Libica e i circa 200 passeggeri sono stati portati indietro in Libia", riporta l'ong.

Nella notte tra martedì e mercoledì, il team di Sos Mediterranée ha trasbordato 248 naufraghi dalla nave della Guardia Costiera italiana Diciotti seguendo le istruzioni del MRCC. I sopravvissuti erano stati soccorsi precedentemente durante il giorno dalla ong Sea Eye, dalla nave mercantile Seim Barracuda e dalla stessa Diciotti. Alle 5 del mattino di mercoledì, altre imbarcazioni in difficoltà sono state segnalate alla Aquarius dal MRCC. La Aquarius ha soccorso un primo gommone con a bordo più di 100 persone. Subito dopo una seconda imbarcazione in difficoltà è stata individuata nelle vicinanze della Aquarius. "Prima che fosse possibile distribuire i giubbotti di salvataggio a tutti i passeggeri a bordo del gommone, la parte posteriore della imbarcazione si è rotta (come riporta l'immagine di apertura, scattata dalla fotografa dell'ong a bordo, Maud Veith). L’acqua è entrata rapidamente a bordo scatenando il panico e le persone hanno cominciato a saltare in mare. I soccorritori di Sos Mediterranée hanno immediatamente mobilitato tutti i dispositivi di galleggiamento, distribuito i giubbotti di salvataggio e tratto le persone fuori dall’acqua, tra cui un uomo in arresto cardiaco". L’uomo è stato rianimato dalle squadre di soccorso di Msf a bordo della Aquarius e poi evacuato in elicottero. Un’altra persona con una caviglia fratturata è stata presa in carico sempre dal team di Msf a bordo della nave.

Qui un breve video dei momenti precedenti alla rottura dell'imbarcazione.

Le squadre della Aquarius hanno mostrato una grande professionalità in questa situazione molto complessa. Anche se abbiamo fatto tutto quello che potevamo, non potremo mai essere sicuri che tutti siano stati salvati”, ha detto Madeleine Habib, coordinatatrice SAR (Search and Rescue) di SOS MEDITERRANEE a bordo della Aquarius. Soltanto poche ore dopo, è stata portata a termine una terza operazione di salvataggio, in condizioni climatiche avverse. Tutte le persone sono state tratte in salvo e portate al sicuro a bordo della nave Aquarius. Tutte le operazioni, sia il trasbordo che i salvataggi, sono state coordinate dal MRCC di Roma, che ha comunicato alla nave dell'ong il porto sicuro (port of safety), Vibo Valentia, per lo sbarco dei 588 naufraghi previsto venerdì mattina.

Foto di apertura: Maud Veith/Sos Mediterranée

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