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Intercultura: per la prima volta giovani 2G nella cabina di regia del Miur

10 Novembre Nov 2017 1749 10 novembre 2017
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«L’inclusione e l’integrazione degli studenti stranieri non è una questione di “ospitalità”, piuttosto una sfida, ormai irrimandabile, di cittadinanza globale», ha detto la ministra Fedeli. Ieri la prima riunione del nuovo Osservatorio per l'Intercultura: qui tutti i nomi. Tra i tavoli di lavoro, uno sull'innovazione che si cela nelle scuole di periferia

Sono cinque i gruppi di lavoro all’interno al nuovo Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura, che ieri si è riunito per la prima volta al MIUR.

Tre sono gli stessi già esistenti sotto il precedente Osservatorio, istituito nel 2014: “Insegnamento dell’italiano come lingua seconda (L2) e plurilinguismo”; “Formazione del personale scolastico e istruzione degli adulti”; “Cittadinanza e nuove generazioni italiane”. I due nuovi gruppi di lavoro sono invece “Scuola nelle periferie urbane multiculturali” e “Revisione dei curricoli in prospettiva interculturale”. «Il primo gruppo di lavoro nasce da ragioni di attualità ma anche dall’esperienza di ScuoleAlCentro, quando due estati fa investimmo nell’apertura estiva delle scuole di alcune periferie urbane», spiega Vinicio Ongini, del MIUR. «Molte scuole non si conoscono fra loro, manca aspetto di socialità e di verifica dell’efficacia, per cui è nata un’azione denominata PeriferieAlCentro che vuole proprio far incontrare le scuole delle periferie urbane, creando un confronto tra le scuole e tra le scuole e il territorio, perché nelle periferie più che altrove le scuole hanno bisogno di dialogare con il territorio. Ma la domanda più ambiziosa è una ricerca di pratica didattica: se invece nelle scuole di periferia non ci sia per caso più dinamismo e creatività». Le scuole si sono già incontrate una volta a Roma, a marzo, e ora il prossimo appuntamento è a Milano per il 24 novembre, con circa 300 persone attese. L’altra novità è il gruppo sulla “revisione dei curricoli”, che «è il tema su cui si fatica di più, capire come la nuova composizione delle classi entra a far entrare nelle discipline. Integrazione e inclusione sono senza dubbio la pratica dell’accoglienza, ma su questo ormai le scuole sono attrezzate, la questione della lingua, che è la preoccupazione numero 1 delle scuole, ma significa anche poi chiedersi come devono cambiare i contenuti del sapere».

Per la prima volta partecipano all’Osservatorio le associazioni dei giovani di cittadinanza non italiana: llvia Bajrami, Rappresentante Associazione Roma Youth Active, Torino; Paula Baudet Vivanco, Rappresentante Movimento #Italianisenzacittadinanza; Moahamed Kaabour, Rappresentante Coordinamento nazionale nuove generazioni italiane (CoNNGI), Genova; Marwa Mahmoud, Rappresentante Coordinamento nazionale nuove generazioni italiane, (CoNNGI), Reggio Emilia. Partecipano anche per la prima volta tutte le Direzioni Generali del Ministero con competenze su questi temi, dirigenti scolastici di istituti a forte presenza di alunne e alunni stranieri, istituti di ricerca e associazioni nazionali che già collaborano con il Miur su accoglienza e integrazione, rappresentanti di altri Ministeri competenti con i quali sono in corso attività progettuali, in particolare attraverso il Fondo Asilo Migrazioni Integrazione. Fra i nomi (in allegato tutti i componenti), per le associazioni Francesca Bilotta, responsabile educazione di Save the Children; Paolo Rozera, Direttore Unicef Italia; Vincenzo Cesareo, Segretario Generale della Fondazione ISMU; Graziella Favaro, Coordinatrice della Rete nazionale dei Centri Interculturali; Daniela Pompei, Responsabile Immigrazione, Comunità di S. Egidio. Per le scuole, Diana De Marchi, Docente Liceo Scientifico Elio Vittorini di Milano; Mari D'Agostino, Direttrice della Scuola di italiano per stranieri dell'Università di Palermo; Cinzia Fabrizi, Dirigente Istituto Tecnico Industriale "Allievi-Sangallo" di Terni; Elisabetta Micciarelli, Dirigente Istituto Comprensivo "Grazie Tavernelle" di Ancona; Emanuela Rigotto, Dirigente Istituto Comprensivo di Montecchio Maggiore 2 di Vicenza.

Oggi le studentesse e gli studenti stranieri nelle nostre scuole sono oltre 800.000 e di questi più del 55% è nato in Italia. «L’aumento delle seconde generazioni, l’aumento degli iscritti nelle scuole secondarie di secondo grado, la presenza sempre più rilevante di minori stranieri non accompagnati, la forte prevalenza di allieve e allievi stranieri, giovani e adulti nei Centri provinciali di istruzione per adulti (CPIA) richiedono modalità didattiche e organizzative nuove», ha detto la ministra Valeria Fedeli, che ha voluto la presenza di rappresentanti di associazioni delle ‘nuove generazioni italiane’ all’interno dell’Osservatorio. «Per costruire comunità coese e forme di cittadinanza attiva e responsabile dobbiamo imparare a convivere, a condividere le esperienze, a rispettare i diritti di ciascuna persona. L’inclusione e l’integrazione delle studentesse e degli studenti stranieri non è quindi una questione di “ospitalità”, va letta piuttosto come una sfida, ormai irrimandabile, di cittadinanza globale. Perché globali sono le società in cui oggi viviamo e lo saranno sempre più. Si tratta di un punto di vista culturalmente differente. Dobbiamo essere tutti consapevoli che la questione va affrontata in questi termini».

La funzione dell’Osservatorio, sempre nelle parole della Ministra, è quella di essere uno «strumento per costruire un sistema di istruzione e formazione in cui studentesse e studenti, famiglie e comunità con storie diverse possono imparare a conoscere le diversità culturali e religiose, a superare le reciproche diffidenze, a sentirsi responsabili di un futuro comune».

Foto Diletta Grella

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