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Migrazioni

«Rivedere l'accordo Italia-Libia». L'appello del volontario Sea-Watch arriva in Parlamento

16 Novembre Nov 2017 0843 16 novembre 2017
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Siamo stati a fianco di Gennaro Giudetti nel suo intento di incontrare il ministro Marco Minniti: nelle ultime ore è stato protagonista di una conferenza stampa alla Camera in cui ha raccontato gli orrori del naufragio del 6 novembre 2017, poi è stato accolto da Emma Bonino e dalla Presidenza della Camera. Nelle ultime ore sono state depositate interrogazioni parlamentari nate in conseguneza della sua denuncia su Vita.it

Vuole incontrare davvero il ministro Marco Minniti e le probabilità che accada sono in forte aumento. Gennaro Giudetti, il volontario dell’ong Sea-Watch che ha recuperato dall’acqua decine di persone - salvando loro la vita – nel naufragio di lunedì 6 novembre 2017, è determinato. Ha ancora negli occhi quelle scene strazianti e, soprattutto, il comportamento violento e distruttivo della Guardia costiera libica presente sullo scenario: “voglio parlarne al ministro perché l’accordo Italia-Libia è da bloccare o quantomeno modificare con urgenza”, ci spiega mentre lo seguiamo passo dopo passo in una serie di incontri importanti che sta avendo a Roma proprio per raggiungere il suo scopo.

Martedì 14 novembre, nel giorno in cui la rete televisiva statunitense CNN denuncia gli orrori della compravendita di uomini-schiavi il Libia e della condanna del Commissario per i Diritti umani dell’Onu a Europa e quindi Italia per la collaborazione in atto con la Libia, Giudetti infatti è stato invitato a una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, voluta dal deputato Giuseppe Civati di Possibile e spalleggiata da numerosi altri parlamentari: un momento intenso dove il volontario ha raccontato quanto accaduto mostrando anche i guanti con cui ha issato a bordo le persone - compreso un corpo senza vita di un bimbo di 3 anni a cui è stata data degna sepoltura a Scicli martedì stesso, in una Chiesa colma di gente – e dove anche i giornalisti presenti sono rimasti scossi dalle terribili situazioni testimoniate dal 26enne, originario di Taranto e con alle spalle anni di esperienza nei Territori Palestinesi e nei campi profughi del Libano con il corpo civile di pace Operazione Colomba. “La mia sola testimonianza poteva rimanere inascoltata, menomale che è stata ripresa da molti media (in molti casi è l’intervista-appello di Vita.it che ha suscitato l’interesse di parlamentari e colleghi nel trattare il tema, ndr) e soprattutto sono stati diffusi i filmati inequivocabili, con tanto di audio, delle richieste della Guardia costiera italiana e della Marina militare che chiedono ai libici di collaborare con l’ong per il salvataggio. Richieste rimaste inascoltate”, sottolinea Giudetti. “E’ stata l’iniziativa più importante di tutta questa legislatura invitarti”, gli ha detto Civati, palesemente sconvolto dal suo racconto, “è ora che almeno su questo tema tutti noi politici superiamo le nostre divisioni e lavoriamo assieme per rivedere l’accordo Italia-Libia”.

Giudetti ha ricevuto poi nella giornata di mercoledì 15 novembre un invito inaspettato, a casa di Emma Bonino, ex ministro degli Esteri e una delle figure più importanti anche a livello internazionale nell’analisi dei conflitti socio-politici. Un incontro cordiale in cui eravamo presenti anche noi e dove si è approfondita l’estrema attuale difficoltà di “andare a operare in Libia”, per generare quel cambiamento necessario a modificare i flussi migratori e soprattutto evitare violenze e soprusi a persone indifese. “Spero il ministro Minniti ti riceva, Gennaro, so che in questo momento il ministero è a disagio per quanto sta accadendo e anche con il tuo aiuto questo disagio si può trasformare in un’apertura al cambiamento. Io sono con te e con tutti quelli che hanno a cuore il disastro umanitario che sta avvenendo nel Mar Mediterraneo e lungo le rotte migratori”, ha indicato Bonino. La strada è ardua, “una soluzione generale non c’è anche perché il sud della Libia, zona desertica, è territorio di nessuno e bisognava affrontare tutto questo molto tempo fa. Ma esempi positivi ci sono, come i corridoi umanitari, e vano perseguiti”.

Lasciata l’abitazione dell’ex ministro, Giudetti è stato ricevuto dallo staff della presidente della Camera Laura Boldrini: “è sconvolgente ascoltare in prima persona quanto racconti, faremo di tutto per dare una mano a migliorare le cose, comprese interrogazioni parlamentari”, è stato detto al volontario. Un'interrogazione è stata depositata nello stesso pomeriggio di ieri alla Camera a prima firma della stesso Civati, nello stesso tempo il senatore Campanella (Articolo 1-Mpd) ne depositava una al Senato. Nel frattempo, a Giudetti è squillato il telefono ininterrottamente tutto il giorno: ripreso nei telegiornali, invitato a trasmissioni televisive e a nuovi incontri con parlamentari italiani ed europei, riempito di attestati di stima per andare avanti in questa battaglia civica. “Ho visto talmente tanto orrore che non riesco a tenerlo per me, perché da italiano mi sento responsabile e voglio aiutare a fare cambiare le cose”, ripete come un mantra “Sono sconcertato, tra l’altro, di avere visto in circolazione video fasulli diffusi dai libici in cui si raccontava lo stesso naufragio in un modo del tutto inverosimile. Com’è possibile arrivare a tanta disumanità?”, si chiede. Incontrerà il ministro Minniti? Forse. L’importante è che si sia smosso qualcosa, e di sicuro lui – con tanti altri – andrà avanti nel suo obiettivo di richiesta di verità e giustizia. "Sei un'eroe, così giovane hai fatto così tanto per gli altri", sono le parole che la titolare di un'osteria romana rivolge a Giudetti in nottata. "Macché, sono solo una persona normale che non vuole stare fermo a guardare quello che accade".

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