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Scuole paritarie e PON: ecco qual è l'ultimo passo che manca

22 Marzo Mar 2018 0928 22 marzo 2018
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La legge di stabilità 2017 prevede che anche le scuole paritarie possano accedere ai fondi PON. L'accordo di partenariato è stato modificato l'8 febbraio, ma i nuovi avvisi ancora erano solo per le scuole statali. Il Miur: «la modifica potrà essere attuata e approvata nella prossima seduta del Comitato di Sorveglianza della Commissione Europea»

Manca solo un ultimo passo e poi, come previsto dalla legge di stabilità 2017, anche le scuole paritarie potranno accedere ai fondi del Programma Operativo Nazionale PON Istruzione. In attuazione della legge già luglio 2017 l’Italia propose la proposta di modifica dell’Accordo di Partenariato in sede europea: questa modifica, come Vita ha scritto per prima, è stata perfezionata dalla Commissione Ue l’ 8 febbraio scorso.

Perché allora - questa la questione che avevamo sollevato - gli avvisi pubblicati in marzo (uno da 130 milioni per l’apertura delle scuole al pomeriggio e nelle vacanze, l’altro da 150 milioni per le competenze di base) pur essendo arrivati dopo la modifica dell’accordo conclusa a Bruxelles, erano ancora riservati alle sole scuole statali? Ecco ora che il Miur fa il punto della situazione, contestualmente alla notizia che la ministra Fedeli ha firmato il decreto per l’assegnazione delle risorse destinate alle scuole paritarie, che ammontano quest’anno a 493.562.302 euro: la modifica dell’Accordo di Partenariato e del Programma operativo è stata illustrata nell’incontro con le parti sociali del 14 marzo mentre il giorno successivo la proposta di modifica del PON è stata discussa nella riunione del Gruppo Istruzione della Commissione Europea: la modifica potrà essere attuata e approvata in sede di Comitato di Sorveglianza nella prossima seduta.

Gli avvisi recenti quindi in attesa di questa approvazione definitiva hanno riservato una quota di risorse PON per le paritarie, come già avvenuto per tutti gli avvisi emanati dopo l’approvazione della norma di legge (cioè dal 1° gennaio 2017). Le risorse riservate sono pari alla percentuale del numero di studentesse e studenti delle scuole paritarie.

Foto Daiano Cristini/Ag.Sintesi

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