L'intervento

Bobba: riforma del Terzo Settore, ecco cosa lascio in eredità al prossimo governo

15 Maggio Mag 2018 1417 15 maggio 2018

Il sottosegretario al Welfare uscente in occasione del Festival del volontariato di Lucca ha fatto il punto sulla riforma. Fra i nodi ancora da sciogliere l'opposizione al nuovo Codice del Terzo settore di Lombardia, Veneto e Liguria, regioni guidate dal centrodestra

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Il sottosegretario al Welfare uscente in occasione del Festival del volontariato di Lucca ha fatto il punto sulla riforma. Fra i nodi ancora da sciogliere l'opposizione al nuovo Codice del Terzo settore di Lombardia, Veneto e Liguria, regioni guidate dal centrodestra

Chissà, se mai verrà sottoscritto, se nelle pieghe del contratto di governo fra la lega di Matteo Salvini e i 5 Stelle di Luigi Di Maio (secondo alcuni rumors possibile ministro del Lavoro e del Welfare, qui l’intervista sui temi sociali rilasciata a VITA) ci sarà un accenno alla Riforma del Terzo settore. Difficile prevederlo, comunque sia il provvedimento fortemente voluto dall’attuale sottosegretario al Welfare Luigi Bobba anche solo per ragioni di agenda dovrà in qualche modo essere preso in esame dalla nuova maggioranza.

In quelle che (forse) è sta la sua ultima uscita pubblica nelle vesti di membro del Governo, Bobba, sollecitato dalle domande di VITA ha fatto il punto in occasione del Festival del Volontariato che si è tenuto a Lucca lo scorso fine settimana.


LE IMPRESE PER L’INTERESSE GENERALE
«Adesso viene il bello, il momento in cui le innovazioni prefigurate nella legge devono atterrare nella vita di tutti i giorni. C’erano alcune cose da cambiare e noi l’abbiamo fatto. Un esempio? Ho esaminato pochi giorni fa la bozza di decreto di Dpcm sul nuovo 5 per mille(a cui il ministero del Welfare in collaborazione con VITA ha dedicato un convegno che si terrà a Roma il prossimo 6 giugno). Dovevamo conservare il fatto che il 10% degli enti riceve 0 o meno di cento euro? È chiaro che era una distorsione a cui si doveva mettere mano e con misure che fossero al contempo promozionali e innovative. Ci sono poi parecchi mondi che stanno guardando con attenzione e forse anche con prudenza eccessiva all’impresa sociale. Un vestito interessante per chi vuole scommettere sull’innovazione e sulla capacità di organizzare soluzioni rispetto a bisogni che oggi non hanno risposte o hanno risposte non guidate da quell’interesse generale e dal bene comune che sono il cuore della legge.


LE PUBBLICHE AMMININISTRAZIONI
"Sul tema della pubblica amministrazione: noi abbiamo fatto una sorta di fuga in avanti, un ritorno al futuro. Gli articolI 55 e seguenti del codice del Terzo settore riprendono l’intuizione che era contenuta nella 328 del 2000 in tema di co-progettazione. Lì c’è ancora un lavoro impressionante da fare in termini di sentimenti profondi dell’amministrazione pubblica. Qualche anno fa in un convegno organizzato in Cattolica Riccardo Bonacina si chiedeva: “Terzo settore, pezza o partner?”. Passare da pezza a partner è tutto il lavoro che c’è da fare. E qui viene il tema del patti collaborativi visto che molte di queste dinamiche non si realizzeranno a livello statale, ma piuttosto a livello territoriale e quindi il cambiamento può avvenire non tanto dall’altro verso il basso, ma esattamente nel senso opposto.

Poi c’è il tema delle reti associative, che mi sta particolarmente a cuore. Ritengo che mentre abbiamo “inseguito” le molte diversità che c’erano nel campo del terzo settore, abbiamo anche cercato di fissare dei catalizzatori: le reti appunti e i centri di servizio al volontariato. Le reti possono essere l’anticorpo al fatto che le tante diversità abbiamo la tentazione dell’autosufficienza. Le reti associative invece offrono una possibilità di crescita e sviluppo lungo fattori riconosciuti a livello generale."


RIFORMA, A CHE PUNTO SIAMO?
"12 atti attuativi sono pienamente operativi, altri 15 sono in corso d’opera. Ne mancano da essere avviati un’altra decina. Questi sono atti di natura amministrativa che non richiedono l’intervento parlamentare. Gli atti invece che sono soggetti a un passaggio parlamentare sono i tre decreti correttivi. Il primo, quello sul servizio civile universale, ha concluso l’iter con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 4 maggio. Il secondo è il decreto sull’impresa sociale: è all’esame delle commissioni parlamentari speciali, passaggio preliminare al disco verde del Consiglio dei ministri. Dopo l’ultimo rinvio è difficile prevedere se questo testo sarà esaminato dalle commissioni speciali o da quelle ordinarie che si costituiranno dopo la formazione del nuovo Governo. Il terzo decreto correttivo è quello riferito al codice del Terzo settore, che all’esame della conferenza Stato-Regioni e del Consiglio di Stato. Nell’ultima seduta il presidente Stefano Bonaccini mi ha chiesto di rinviare l’esame per evitare una seconda mancata intesa in quanto alcune regioni, Lombardia, Veneto e Liguria (tutte governate da una maggioranza di centrodestra, ndr) rivendicano un maggior numero di rappresentanti dentro l’Organismo nazionale di Controllo dei Csv. Noi abbiamo argomentato che lo Stato che mette 10 milioni di euro aggiuntivi rispetto a quelli derivanti dalla quota delle rendite delle Fondazioni ha una presenza dentro l’Onc di un membro tanto quanto le regioni che non impegnano risorse proprie. Mi sembra una rivendicazione meramente politica e forse un poco strumentale. Comunque sia si attendo i due pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza Stato-Regioni perché il provvedimento, questo per certo, andrà alle commissioni parlamentari ordinarie e dovrà essere approvato dal Governo entro la fine di luglio in via definitiva.

In mancanza di approvazione, resta il 117 così, com’è. Credo però che i due correttivi su impresa sociale e codice del terzo settore contengano le risposte che in primis il Forum del Terzo settore, ma non solo il Forum ci hanno sottoposto. E che ci sia il tempo necessario per tramutarli in legge dello Stato."


ORA TOCCA AL NON PROFIT
"Questo è lo stato dell’arte. Direi però che il lavoro più importante è quello che possono fare le organizzazioni in termini di cultura e capacità di affrontare questa fase con uno spirito che guarda alle sfide future, più che agli interessi consolidati del presente. Il mio invito è di non farsi tentare dalle cipolle d’Egitto e ripetere “come era bello il tempo passato” in cui avevamo tante piccole leggi speciali e ognuno conduceva la sua vita nel suo cantuccio. Ora penso che bisogni accantonare le paure e procedere verso il futuro con maggiore coraggio."

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