Bambini Povertàeducativa Leonardo Burgos Unsplash
Legge di Bilancio

Famiglia, disabilità, povertà, Terzo settore: cosa prevede la Legge di Bilancio

8 Novembre Nov 2018 1047 08 novembre 2018
  • ...

Ci sono 100 milioni annui aggiuntivi per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 per il fondo per le politiche familiari, altrettanti per il Fondo Non Autosufficienza e 120 milioni per le politiche sociali. Introvabile il "dopo di noi", ma dal ministero rassicurano: «confermato lo stanziamento in essere». Il Fondo per il Reddito di Cittadinanza non svuota tutto il Fondo Povertà. Male il Servizio civile e la Cooperazione allo sviluppo

«Si prevede l’istituzione nel bilancio dello Stato di un fondo, con una dotazione di 9 miliardi annui dal 2019, in parte finanziata mediante riduzione del fondo per la lotta alla povertà, finalizzato all’introduzione delle pensioni di cittadinanza e del reddito di cittadinanza, al contrasto della disuguaglianza e l’esclusione sociale e al potenziamento dei centri per l’impiego. Un ulteriore fondo, con una dotazione di 6,7 miliardi nel 2019 e 7 miliardi a decorrere dal 2020, è destinato a finanziare l’introduzione di ulteriori modalità di pensionamento anticipato. In ambito sociale sono inoltre rifinanziati il fondo per le non autosufficienze (0,1 miliardi annui dal 2019), quello per le politiche sociali (0,12 miliardi annui dal 2019) e quello per le politiche per la famiglia (0,1 miliardi annui dal 2019)». Così si legge nella relazione illustrativa del Disegno di legge 1334, Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 (tomo I, pagina 7).

I dati si possono ritrovare interpellando il pdf del disegno di legge, sia nel tomo I (allegato conoscitivo) sia nel tomo III (dettaglio delle previsioni di spesa per i singoli ministeri). Utilissimo, per un confronto storico, anche il nuovo sito realizzato da Anci e Cittalia, FondiWelfare. Le note più rilevanti sono quei 100 milioni annui aggiuntivi per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 per il Fondo per le politiche familiari, altrettanti per il Fondo Non Autosufficienza e 120 milioni per il Fondo per le politiche sociali. Da segnalare lo stanziamento fin dalla prima versione della Manovra (negli anni passati si era provveduto con emendamenti) di un contributo alle regioni per il trasporto degli alunni con disabilità, confermando per ciascuno dei tre anni in oggetto i 75 milioni che erano stati stanziati per il 2018 dal precedente Governo. Nuovo anche lo stanziamento aggiuntivo di 5 milioni di euro a decorrere dal 2021 per i caregiver familiari, che si aggiungono ai 20 milioni annui già stanziati nella legge di bilancio dello scorso anno per il triennio 2018/2020: un segnale che fa ben sperare per una rapida approvazione di una legge ad hoc. Per il resto si lima un po' ovunque (in allegato una tabella riepilogativa), compresa l'attuazione delle novità collegate alla riforma del Terzo settore.

«Ulteriori misure sia in tema di famiglia che di disabilità saranno previste nel corso dell’esame parlamentare, utilizzando le apposite risorse stanziate nel ddl stesso», fanno sapere dal Ministero per la Famiglia e la Disabilità, citando in particolare i 185 milioni per il 2019 e 430 milioni dal 2020 previsti all’articolo 55 nel Fondo per l’attuazione del programma di governo e i 250 milioni per il 2019 che salgono a 400 dal 2020 del Fondo per le esigenze indifferibili. Il Ministero conferma poi che pensioni di cittadinanza e reddito di cittadinanza saranno realizzati «tenendo conto della situazione dei nuclei familiari, anche in riferimento al numero dei figli» e che per e pensioni di cittadinanza «si terrà conto dell'esigenza di elevare le pensioni di inabilità».

Roberto Speziale, presidente di Anffas, fa notare come «nel testo della Manovra non compare per nulla la voce relativa al Fondo per la legge 112/2016 sul dopo di noi. Ci sono state rassicurazioni da parte del Ministero, ma speriamo che ciò si traduca in atti concreti in fase parlamentare». Una speigazione parrebbe essere legata al fatto che il fondo va ripartito ora tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero per la Famiglia e la Disabilità: riparto non ancora avvenuto. Anche a Vita.it il Ministero tuttavia ha confermato per il "dopo di noi" «lo stanziamento in essere»: il Fondo (strutturale, lo ricordiamo) per il 2019 dovrebbe essere pertanto di 51,1 milioni (l'anno scorso ci fu un taglio di 5 milioni per ciascuno degli anni 2018 e 2019 rispetto allo stanziamento previsto di 56,1 milioni, che torna tale dal 2020) benché il Governo attuale a settembre si fosse impegnato a reintegrarlo entro l’anno. «La Legge di Bilancio si chiude a dicembre, questo è uno dei temi aperti», notano al Ministero, aggiungendo che a breve sarà attivato un tavolo tecnico dedicato alla legge 112/2016.

Una piccola sorpresa arriva dall’articolo 21 del Disegno di legge 1334, che non “svuota” completamente il Fondo contro la povertà in favore del Reddito di Cittadinanza, lasciandovi 347 milioni per il 2019, 587 milioni per il 2020 e 615 per il 2021. «È un aspetto da chiarire, nella Manovra non c’è scritto che quelle risorse resteranno ai Comuni per il potenziamento dei servizi sociali, ma ovviamente è quello che presumiamo e che ci auguriamo, chiederemo chiarimenti per via emendativa», afferma Luca Pacini, responsabile dell’Area Welfare e Immigrazione di ANCI.

Male invece il Servizio civile: la Legge di Bilancio taglia del 3% i fondi. Ammonta a 4,1 milioni di euro la quota per il 2019 che il governo ha decurtato dai fondi ordinari stabiliti dal precedente esecutivo. A conti fatti si tratta di una diminuzione di circa 5mila partenze che si aggiungono alle circa 22mila in meno che si prospettano comparando la diminuzione complessiva di fondi. Deludente anche le previsioni per la cooperazione allo sviluppo: per Nino Sergi «la lettura delle tabelle del Tomo III del disegno di legge (Ddl) di bilancio sembra non lasciare dubbi, non vi è alcuna progressione degli stanziamenti, alcun adeguamento alla media europea, alcun cambiamento di marcia, come se la Nota di aggiornamento del Def di un mese fa non fosse mai esistita. L’impegno complessivo dell’Aps italiano rimarrà nel 2019 sostanzialmente flat, piatto, lontano dal programmato 0,33% e con la probabilità di perdere punti rispetto allo 0,30% del 2018».

Foto Unsplash

Contenuti correlati