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Fundraising

Cari Ferragnez, la solidarietà è una cosa seria

3 Dicembre Dic 2018 1015 03 dicembre 2018
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Nei giorni scorsi si è scoperto come sono stati impiegati i soldi della raccolta fondi lanciata per il matrimonio dei due vip. L’acquisto di una protesi che permetterà a una ragazza di tornare a camminare. Peccato per la poca trasparenza e per una informazione sbagliata sul tema del nomenclatore tariffario che secondo il cantante sarebbe fermo al 1999 ma invece è stato aggiornato nel 2017. Di impegno come quello dei Ferragnez c'è bisogno, ma sarebbe bello si facessero aiutare per rendere i propri sforzi più efficaci ed efficienti

Parlare di solidarietà è sempre complicato. Perché il più delle volte ci si trova a maneggiare sofferenza, dolore e difficoltà. Per questo la solidarietà, al netto di quello che si possa pensare, è un argomento sempre molto delicato e per lo stesso motivo esistono migliaia di persone che ne hanno fatto un lavoro e una professionalità.

Fare solidarietà richiede competenze e know how. Sia per quello che riguarda la progettualità, e quindi il reperimento delle risorse, il modo di investirle e la rendicontazione con la misurazione dell’impatto. Ma anche per quello che riguarda la comunicazione.

Un preambolo necessario perché, dopo che su Vita.it avevamo aperto un dibattito sulla raccolta fondi lanciata da Chiara Ferragni e Fedez per il loro matrimonio, nei giorni scorsi la coppia, attraverso un post del cantante sul proprio profilo Instagram ha reso noto di aver investito il denaro raccolto per comprare ad una ragazza amputata, Ramona, una protesi elettronica.

È del tutto evidente che siamo tutti felici che Ramona possa tornare a camminare e che la coppia abbia aiutato una persona in difficoltà. Ma, anche se possa apparire spiacevole, le cose sono un po’ più complicate di così.

In primo luogo perché non è dato sapere come si sia deciso di aiutare Ramona e non le altre centinaia (migliaia?) di persone segnalate alla famosa mail dedicata. In secondo luogo perché non è dato sapere l’importo, visto che le uniche informazioni sono quelle social.

Naturalmente a chiunque verrebbe da pensare che in fondo, visto che si tratta di fare del bene, siano questione inutili, pretestuose. Ma non è così. Sapere come vengono impegnate delle risorse, quante, con che criterio e perché non è questione che riguardi solo il business, l’impresa, gli affari commerciali. Il problema non è che Ferragni e Fedez usino la solidarietà per farsi pubblicità (come è). Fatto del tutto lecito. Ma che nel farlo dimostrino di non essere interessati ad altro che al post, cioè al risultato. Tutto quello che c'è poi è secondario e poco interessante per la coppia. Ma così si rischia di fare danni più che aiutare.

Un esempio? In quel post Fedez scrive: «Apro una piccola parentesi, ad oggi il nomenclatore del tariffario per i disabili è rimasto fermo al 1999 questo fa sì che le ASL passino delle protesi che a tutti gli effetti non permettono a persone che hanno subito amputazioni di camminare».

Il Nomenclatore Tariffario è il documento emanato e periodicamente aggiornato dal Ministero della Salute che stabilisce la tipologia e le modalità di fornitura di protesi e ausili a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Il fatto è che quello attualmente in vigore non è quello del 1999 ma quello stabilito dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri DPCM 12/01/2017 del Governo Gentiloni.

Il problema è semmai che molte Regioni non hanno ancora emanato le disposizioni necessarie a renderlo operativo. Ed è proprio su questo che tantissime persone in Italia stanno facendo una battaglia politica per ottenere quelle disposizioni. È abbastanza intuitivo che, a fronte di sforzi immani per lo più anonimi e sconosciuti al grande pubblico, un post come quello di Fedez rischia di essere molto controproducente. La battaglia oggi non è ottenere un nuovo nomenclatore tariffario ma far funzionare quello che c’è.

Se Chiara Ferragni e Fedez sono interessati e sensibili a certi argomenti (cosa di cui sono siamo certi, perché sappiamo che fanno molta solidarietà senza farne pubblicità) si facciano aiutare da qualcuno di competente, in modo da permettere che i loro sforzi siano utili al di là del qui e ora di un post. Anche perché di un loro aiuto in termini di visibilità certe battaglie avrebbero tanto bisogno.

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