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Decreto sicurezza bis, multe fino a 1 milione per le navi ong

9 Luglio Lug 2019 1626 09 luglio 2019
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Gli emendamenti proposti introducono anche ulteriori poteri di controllo al Viminale su sbarchi e trasbordi di migranti. È sempre più una legge ad personam nei confronti dei non governativi. La discussione alla Camera è calendarizzata per il 15 luglio

Il decreto Sicurezza bis entro il 13 agosto dovrà essere convertito in legge dal Parlamento. E oggi sono stati presentati gli emendamenti al testo in discussione, che dovrebbe approdare alla Camera, secondo calendario, il 15 luglio.

Emendamenti che stanno facendo discutere, anche all'interno della stessa maggioranza.

In particolare, a sollevare “irritazione” da parte dei 5 stelle sarebbe l'emendamento “non concordato” che assegna al ministro dell'Interno ulteriori poteri e relativo ai trasbordi di migranti. Nello specifico, la modifica incriminata sarebbe questa: «Il ministro dell'Interno può altresì vietare il trasbordo o lo sbarco sul territorio nazionale di cittadini stranieri irregolari». Questo articolo prevede già che il Viminale possa «limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale», «per motivi di ordine e sicurezza pubblica» o se ci sono «violazioni delle leggi di immigrazione vigenti».

Dalla Lega si precisa che gli emendamenti non sono ancora ufficiali, «se ne sta discutendo». Ma la linea sembra già chiara. Un'altra delle proposte della Lega, porta la prima firma di Igor Iezzi, capogruppo del partito in commissione Affari costituzionali alla Camera eprevede multe tra i 150mila e un milione di euro, a carico delle navi che violano i divieti di ingresso in acque italiane. Nel testo attuale, approvato dal Consiglio dei ministri, le multe vanno dai 10mila ai 50mila euro.

Si tratta evidentemente di tutte modifiche tese ad alzare l'asticella dello scontro con le ong, vera e propria ossessione del Governo e del ministro dell'Interno. È evidente come il Decreto Sicurezza Bis infatti metta nel mirino le organizzazioni non governative e non abbia alcun senso di essere applicato nei confronti delle autorità che oggi pattugliano il Mediterraneo.

E a testimoniarlo ci sono i numeri.

Stando infatti al sito del Ministero dell'Interno, ad oggi nel 2019 sono sbarcati in Italia 3.126 migranti di cui 394 minori stranieri non accompagnati (dati aggiornati al 9 luglio). Di questi ad arrivare tramite le imbarcazioni delle ong, rileva l'Ispi, sono stati solo 248, quindi circa l’8 per cento.

«Le ong sono importanti soltanto se le consideriamo importanti noi», ha spiegato Matteo Villa, ricercatore dell'Ispi a Il Post. «Dall’inizio dell’anno hanno compiuto soltanto 7 missioni, sono state attive solamente 31 giorni su 187, praticamente un mese non continuativo su sei», dice Villa, spiegando che la percezione della loro attività risente molto del fatto che «quando arrivano al largo delle coste italiane, restano un sacco di giorni in attesa di sbarcare».

Resta da capire perché legiferare per colpire solo l'8 per cento degli arrivi, mentre nel contempo i porti rimangono apertissimi e, addiritura, stando alle dichiarazioni del Governo tedesco, non si fanno i passi burocratici necessari per la redistribuzione delle persone arrivate con gli altri Paesi Ue.

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