Libia

I transiti di emergenza per uscire dall'inferno libico

7 Novembre Nov 2019 0942 07 novembre 2019

Si tratta di un programma dell’Alto Commissariato volto a garantire “canali sicuri” di accesso ai rifugiati a luoghi dove la protezione internazionale possa essere garantita. La necessità dell’uscita dalla Libia manifesta la scelta di Unhcr a non considerare la Libia un luogo sicuro. Il secondo viaggio di ricollocazione umanitaria dal Niger all'Italia effettuata dall'Unhcr

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UNA DELLE FOTOGRAFIE DEL PROGETTO HOTEL BEL SIT STORIE DI MIGRANTI
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Si tratta di un programma dell’Alto Commissariato volto a garantire “canali sicuri” di accesso ai rifugiati a luoghi dove la protezione internazionale possa essere garantita. La necessità dell’uscita dalla Libia manifesta la scelta di Unhcr a non considerare la Libia un luogo sicuro. Il secondo viaggio di ricollocazione umanitaria dal Niger all'Italia effettuata dall'Unhcr

Sono arrivati ieri all’aeroporto di Fiumicino 54 rifugiati vulnerabili in arrivo dal Niger attraverso il transito di emergenza (ETM). Si tratta principalmente di cittadini Eritrei, Etiopi, Somali e Sudanesi che l’alto commissariato per i rifugiati (Unhcr) aveva in precedenza trasferito dai centri di detenzione libica al Niger. Si tratta di un programma dell’Alto Commissariato volto a garantire “canali sicuri” di accesso ai rifugiati a luoghi dove la protezione internazionale possa essere garantita. La necessità dell’uscita dalla Libia manifesta la scelta di Unhcr a non considerare la Libia un luogo sicuro.

Secondo Jean-Paul Cavalieri, rappresentante dell'UNHCR in Libia: "i rifugiati in Libia continuano ad affrontare una situazione terribile, dove lottano solo per sopravvivere. Attraverso la nostra accoglienza in Niger, dove hanno potuto respirare e riprendere a vivere, abbiamo poi organizzato il loro trasferimento in Italia, entrambi i Paesi hanno mostrato la necessaria solidarietà nei confronti dei rifugiati. Tuttavia, altre migliaia hanno bisogno dello stesso supporto. È fondamentale che altri paesi della comunità internazionale presentino più luoghi e processi più rapidi per aiutarci a evacuare i rifugiati più vulnerabili dalla Libia in sicurezza".

Si tratta del secondo viaggio di ricollocazione umanitaria dal Niger all'Italia effettuata dall'Unhcr, dopo il primo gruppo di 51 persone avvenuto nel mese di novembre dello scorso anno. Dato l'intensificarsi delle violenze in Libia, le operazioni di evacuazione umanitaria in Paesi terzi sono l’unica ancora di salvezza per i rifugiati vulnerabili presenti nel Paese. In totale dal 2017 l’Alto Commissariato ha evacuato oltre 5.100 rifugiati e richiedenti asilo dalla Libia in altri Paesi di cui 2.913 in Niger e 189 in Ruanda attraverso il meccanismo di transito di emergenza.

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