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Crisi

Sfaldamento delle famiglie e denatalità. La tempesta perfetta

14 Febbraio Feb 2020 1621 14 febbraio 2020
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In Italia sono state Novantaduemila le separazioni nel 2019. Nello stesso anno sono stati 435mila i nuovi nati contro i 647mila deceduti. E tutto questo significa meno scuole, meno pensioni, meno ospedali e meno welfare

C’è una sorta di strage silenziosa che come un’onda ogni tanto affiora nelle notizie dei giornali, è lo sfaldarsi delle famiglie: un fenomeno a tratti impercettibile, come un’onda lontana che improvvisa trascina tutti in un epilogo. Novantaduemila separazioni solo nel 2019 che insieme alla denatalità (435 mila nati nel 2019 contro 647 mila decessi) stanno creando una tempesta perfetta per il declino del Paese: meno famiglie, meno figli (significa meno scuole, meno pensioni, meno ospedali, meno welfare perché il sistema si regge nell’equilibrio tra le generazioni), separazioni, meno modelli di vita da seguire. Un’epidemia.

La città sembra ormai un luogo incompatibile con questa struttura sociale e anche il mondo del lavoro non facilita e non si concilia con la maternità e l’accudimento. A questo si possono aggiungere, soprattutto per i giovani, salari bassi, precarietà permanente, iltiming frenetico, la solitudine e la sterilità delle relazioni nei quartieri dove solo si dorme. Tutto ciò crea un ecosistema sfavorevole alla natalità e allo stare insieme.

Qualcosa che riguarda tutti non un fenomeno che riguarda coppie affrettate, genitori borderline e situazioni di disagio, ma attacca al cuore i giovani e le famiglie più belle, specchiate, aperte, solidali. Un virus che non guarda in faccia a nessuno e rispetto al quale non sembrano esserci più anticorpi.

Chi in qualche modo riesce a fare il salto della genitorialità trova ostacoli formidabili nel mondo del lavoro, nei servizi (assenti) e regge, in molti casi, finché i figli sono piccoli, finché ci sono cose da fare, finché si corre, poi c’è il momento in cui si resta soli e la felicità non è più cumulativa, ma procede per sottrazione, come in un gioco a somma zero: quella che prendi per te è tolta agli altri. Le foto e i volti sorridenti sbiadiscono “come il dramma di qualcosa che muore davanti ai tuoi occhi e non puoi fare niente per salvarlo”, racconta Davide Teta da Mirafiori Sud. Si dice è la vita, ma quando crolla il mondo anche l’universo rischia di non avere più senso.

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