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Migranti

“Fateci scendere”, la rivolta dei migranti a bordo della nave quarantena

21 Maggio Mag 2020 1159 21 maggio 2020
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La Moby Zaza, nave traghetto predisposta dal Governo per la quarantena dei migranti, si trova da diversi giorni di fronte le coste di Agrigento. Ieri un ragazzo di 28 anni è morto gettandosi in mare, dopo un gruppo tra i 120 rimasti a bordo ha preso gli estintori cominciando a fare fumo perché vogliono tornare a terra dopo che erano già sbarcati. Il personale della Croce Rossa è riuscito a sedare gli animi, ma la situazione rimane critica

Quei disegni sulle fiancate della Moby Zaza con Gatto Silvestro, Titti e Willy il Coyote oggi non fanno di certo sorridere. Dalla sontuosa nave traghetto i predisposta dal Governo italiano per la quarantena dei migranti ieri è morto un ragazzo tunisino di 28 anni, gettandosi in mare, probabilmente nel disperato tentativo di raggiungere la costa dell’Agrigentino a nuoto.

La sua cabina è stata trovata completamente devastata dagli operatori della Croce Rossa che instancabilmente continuano a supportare i 120 migranti rimasti a bordo, dopo l’evacuazione sanitaria di una donna e la morte del giovane. Subito dopo il gesto estremo del ragazzo, avvenuto nella mattina di ieri, a bordo si sono avuti momenti di tensione: nel primo pomeriggio alcuni dei migranti hanno cominciato a fare fumo con gli estintori perché da quella nave vogliono scendere, nonostante Titti e Gatto Silvestro. Animi che sono stati subito sedati dal team della Croce Rossa che tra psicologi e mediatori culturali ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente. La nave ora attraccherà temporaneamente in porto per permettere ad altro personale specializzato della Croce Rossa di salire a bordo.

Davanti alle perplessità che su queste pagine avevamo sin dall’inizio manifestato sulla sontuosa operazione del Governo delle navi quarantena per i migranti è doloroso constatare che la morte di quel ragazzo forse si sarebbe potuta evitare, trovando una struttura adatta a terra, magari tra quei centri sgomberati dai decreti Salvini o in una struttura di tipo militare.

Nonostante le forti perplessità presentate da autorevoli giuristi italiani all’indomani dell’ordinanza della Protezione Civile che istituiva la prima nave quarantena (come risultato del decreto assai discusso sui porti chiusi), l’esperienza della nave quarantena Rubattino si era conclusa con lo sbarco a terra dei migranti non oltre i 14 giorni previsti dai protocolli per la quarantena.

Questa volta però qualcosa è andato storto. I 120 migranti che erano già autonomamente sbarcati a terra a Lampedusa sono poi tornati nuovamente in mare e dalla Moby Zaza, Gatto Silvestro nulla ha potuto per fermare quel ragazzo di 28 anni che credeva ingenuamente di avere raggiunto l’Europa.

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