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Alecci: «Gli assistenti civici? Una cavolata pazzesca»

25 Maggio Mag 2020 1638 25 maggio 2020

«Sono assolutamente d’accordo con quanto avete scritto», è la reazione immediata di Emanuele Alecci presidente del Comitato Padova Capitale europea del volontariato e presidente del Csv di Padova, «Il ministro Boccia e il presidente dell'Anci Decaro ritirino la proposta degli assistenti civici perchè è un obbrobrio»

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«Sono assolutamente d’accordo con quanto avete scritto», è la reazione immediata di Emanuele Alecci presidente del Comitato Padova Capitale europea del volontariato e presidente del Csv di Padova, «Il ministro Boccia e il presidente dell'Anci Decaro ritirino la proposta degli assistenti civici perchè è un obbrobrio»

«Sono assolutamente d’accordo con quanto avete scritto», è la reazione immediata di Emanuele Alecci presidente del Comitato Padova Capitale europea del volontariato e presidente del Csv di Padova, «Il ministro Boccia e il presidente dell'Anci Decaro ritirino la proposta degli assistenti civici perchè è un obbrobrio. Obbrobrio, cavolata, stupidata, vedete voi che aggettivo usare».

Alecci, una vita di militanza nel volontariato italiano, accanto ai suoi maestri Monsignor Nervo e a Luciano Tavazza come presidente del Movi dal 1998 al 2005, non va giù l’ultima trovata del Governo, «Almeno non si usi la parola volontariato che in questo caso non c’entra nulla. Qui si fa addirittura un passo indietro rispetto alla concezione di volontariato contro cui ci si è battuti tutta la vita, quella per cui il volontario è il barelliere dei guai prodotti da altri, dallo Stato che non vede e non sente, e dal mercato che persegue il solo profitto. Qui si dice addirittura “volontari reclutati”, ma si può?».

In effetti la bozza di ordinanza recita che si procederà al reclutamento di inoccupati, pensionati, percettori di reddito di cittadinanza o fruitori di ammortizzatori sociali. Essi saranno impiegati dai sindaci, con il coordinamento della Protezione Civile, “per attività sociali, per collaborare al rispetto del distanziamento sociale e per dare un sostegno alla parte più debole della popolazione” fino al termine dell’emergenza Covid-19. Dopo i lavoratori socialmente utili, ausiliari del traffico, navigator, il lessico della nuova politica introduce gli “assistenti civici”.

«Solo nel febbraio scorso il presidente Mattarella inaugurando l'anno di Padova Capitale europea del volontariato aveva, pensavo, detto una parola definitiva sul volontariato quando disse “Commette un errore chi pensa che l'impegno volontario, e i valori che esso trasmette, appartengano ai tempi residuali della vita e che non incidano sulle strutture portanti del nostro modello sociale”. E invece», dice deluso Alecci che incalza: «Ma perchè, invece di spegnerlo come stanno facendo, non incrementano il Servizio civile? Forse perchè non capiscono che il Servizio civile non è solo il servizio per cui “reclutare” qualcuno, ma un'esperienza educativa per sè e per gli altri. Se lo Stato ha il problema di “utilizzare” qualcuno per fare cose che non riesce a garantire certo si può pensare di “arruolare” persone che si pensa debbano restituire allo Stato dei benefici economici concessi. Ma siamo ad una concezione di Stato e di cittadini assai deprimente. Ma non chiamiamo tutto questo volontariato. Per favore».

E poi Alecci chiude ribadendo categorico: «Questa proposta va fermata, per come è scritta va ritirata»

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