Bilal Tunisia 5
Migranti

Restituita ai familiari la salma del ragazzo morto dopo essersi gettato dalla Moby Zaza

22 Giugno Giu 2020 0630 22 giugno 2020
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Mentre prosegue l'inchiesta della Procura di Agrigento sulla morte del giovane ventiduenne morto dopo essersi gettato in mare dalla nave traghetto Moby Zaza, il corpo è arrivato a Tunisi ed è stato sepolto nel cimitero di Sfax dove i familiari che chiedono ancora oggi spiegazioni sono riusciti a dare l'ultimo saluto al loro Bilal, morto nel disperato tentativo di raggiungere a nuoto le coste della Sicilia

La salma di Bilal, il giovane ventiduenne tunisino morto il 20 maggio scorso dopo essersi tuffato in mare dalla Moby Zaza, è rientrata a Tunisi dopo l’interessamento del consolato tunisino a Palermo, del parlamentare tunisino Majdi Karbai e grazie al lavoro incessante svolto dall'’associazione Terre Pour Tous che insieme a Borderline Sicilia sono rimasti in contatto con i familiari ancora stravolti dal dolore.

La lettera scritta da Majdi Karbai al presidente della repubblica tunisina che ha permesso il rientro di 20 salme di tunisini morti in Italia tra cui quella di Bilal

Nonostante l’inchiesta in corso della Procura di Agrigento che indaga sulle cause che hanno portato alla morte del giovane, è stato concesso che la salma tornasse in Tunisia dove i familiari sono riusciti a dare l’ultimo saluto a Bilal.

La Moby Zaza, la nave traghetto predisposta dal Governo italiano per la quarantena dei migranti, dopo l’esperienza della nave Rubattino, resta ancora di fronte a Porto Empedocle. Ad essere trasbordati per ultimi sono stati i 211 migranti soccorsi in tre distinte operazioni di salvataggio dalla Sea Watch 3.

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