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In piazza per dare Priorità alla scuola, non più a distanza

25 Giugno Giu 2020 1820 25 giugno 2020
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L'Organizzazione italiana indipendente al fianco di giovani, docenti, genitori e associazioni partecipa alla mobilitazione promossa oggi dal comitato Priorità alla scuola in oltre 60 città in tutta Italia. La priorità è la riapertura delle scuole in presenza a tempo pieno: "Diseguaglianze in aumento, subito nuovi investimenti"

ActionAid aderisce alla manifestazione promossa oggi dal comitato Priorità alla scuola in oltre 60 città in tutta Italia con 50 organizzazioni nazionali del mondo della scuola. La priorità è la riapertura delle scuole in presenza a tempo pieno per gli studenti e le studentesse.

La bozza di Piano scuola 2020/2021 presentata nelle ultime ore, se non subirà modifiche, avrà un impatto negativo su studenti, genitori e docenti: è forte il rischio di un aumento da settembre delle diseguaglianze educative e di una frammentazione a livello territoriale e per questo ActionAid oggi scende in piazza con le reti territoriali a Milano, Brescia e Roma. Il piano non si fa carico della responsabilità politica della riapertura, delega questa responsabilità all’autonomia scolastica e territoriale e apre al rischio di esternalizzazione di un servizio pubblico che tale deve invece rimanere, fraintendendo il ruolo della comunità educante e delle collaborazioni tra scuole, istituzioni e terzo settore.

ActionAid si mobilita per difendere i diritti delle bambine e dei bambini, e degli e delle adolescenti, e chiede con forza di ascoltare le istanze del mondo della scuola, primo luogo di educazione, apprendimento e presidio di democrazia. Solo qui possiamo prevenire e contrastare le diseguaglianze educative.

Saremo in piazza per chiedere di mettere al centro della politica educativa il potere decisionale dei cittadini e delle cittadine di oggi e del futuro, perché le istanze avanzate da studenti, genitori e docenti in questi mesi siano prese in carico, con forte responsabilità e con risposte concrete da parte del Governo e del Ministero dell’Istruzione e della ricerca.

Già in fase di discussione del Decreto Rilancio, le reti associative e il mondo della scuola hanno sottolineato come l'educazione sia un tema residuale nell’agenda della politica e non rientri nelle priorità della ripartenza culturale, economica e sociale del Paese. Insieme ad altre reti, ActionAid ha chiesto di destinare alla scuola il 15% del totale degli investimenti per la ripartenza, per attestarsi gradualmente sullo standard europeo di un investimento in educazione del 4,5-5% sul PIL. Un investimento urgente anche prima dell’emergenza Covid per dotare le scuole delle risorse necessarie, migliorare la qualità dell’istruzione rendendola più equa e incisiva, contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico.

Oggi è ancora più necessario investire sugli organici e il personale ATA, sugli spazi in sicurezza con investimenti strutturali per l’edilizia scolastica, garantire tempi e organizzazione delle classi in presenza al fine di assicurare una continuità didattica per tutti i gradi scolastici. Non ultimo investire sulla formazione, ma non sulla Didattica a Distanza, ma andando a identificare insieme ai soggetti interessati le priorità per potenziare una scuola inclusiva, equa per tutti e tutte.

In piazza oggi a Brescia ci sarà Nadia Zatti, Presidentessa Base ActionAid Brescia attivista e educatrice che co-progetta nelle scuole di Brescia con docenti e studenti interventi di contrasto alla dispersione scolastica e di promozione dei diritti umani: «Per me la scuola rappresenta uno spazio aperto e inclusivo. Purtroppo, le linee guida sulla riaperturadelle scuole appena pubblicate non rispecchiano questa visione di scuola e rendono quasi impossibile di perseguire la missione educativa della scuola, e poi la collaborazione con il territorio. Il rischio dell’esternalizzazione dei servizi educativi, insito nel Piano presentato, oltre al rafforzamento del precariato, compromette e svaluta le proficue collaborazioni sul territorio tra scuola e comunità educante” dichiara Nadia Zatti. “Oltre che come attivista e educatrice partecipo anche come mamma, mia figlia ancora non va a scuola ma si tratta anche del suo futuro oltre di quello di milioni di bambine e bambini, ragazze e ragazzi. È a scuola che grazie all’educazione inclusiva, la parità di genere e il rispetto si imparano sin dal primo giorno».


Una voce che si unisce a quella di Laura Cirino, attivista del gruppo giovani di ActionAid - Roma. Fa parte della redazione di RadioKivuli, la radio degli attivisti e delle attiviste di ActionAid dove segue il programma “Oltre il Confine”: «Per me le scuole superiori sono state un luogo di apprendimento e socializzazione fondamentale per la mia crescita personale: nessuno e nessuna deve essere lasciato indietro, perchè già prima dell’emergenza Covid, in Italia il dato nazionale di dispersione scolastica aveva raggiunto il 14,5%. Ho deciso di scendere in piazza il 25 giugno per gli e le adolescenti, forse coloro che hanno più sofferto dell’attuale situazione di emergenza» racconta Laura Cirino. «Adolescenti completamente invisibili per le istituzioni, che non hanno mai ascoltato la loro voce, corrono ora più di tutti il rischio di non tornare a scuola a tempo pieno da settembre, con gravi conseguenze per le loro vite. La didattica a distanza rischia di aumentare vulnerabilità ed emarginazione senza favorire alcuna interazione e partecipazione dei e delle giovani all’interno della comunità scolastica».


Costanza Margiotta, docente, Comitato Priorità alla scuola aggiunge: «Da più di tre mesi chiediamo la riapertura della scuola a settembre in presenza e in sicurezza. Ora finalmente sappiamo che la scuola riaprirà il 14 settembre, ma non conosciamo ancora le modalità – spiega Costanza Margiotta. Ora inizia il countdown: tra 70 giorni ricomincia l’anno scolastico e per questo motivo il nostro grido in piazza sarà “Ora o mai più: spazio per la scuola, spazio alla scuola”. Ci teniamo a ricordare che il 18 aprile abbiamo scritto una lettera alla ministra Lucia Azzolina, alla quale non ha mai risposto. Anche dopo la manifestazione del 23 maggio in 19 città dal Governo non è giunto alcun segnale. Il 4 giugno – ha proseguito - la ministra Azzolina ha convocato sindacati, associazioni di genitori e studenti a partecipare a un incontro sulla scuola, purtroppo il comitato “Priorità alla scuola” non è stato invitato. Siamo molto soddisfatti – ha concluso Costanza Margiotta - che 50 organizzazioni legate al mondo dell’educazione e dell’istruzione, dal nido all’università, aderiscano alla nostra manifestazione».

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