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Famiglia: qualcosa finalmente sta cambiando?

30 Giugno Giu 2020 1252 30 giugno 2020
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Approvato il Family Act, assegno unico questa settimana alla Camera, in Veneto una legge regionale sulla famiglia che prevede fattore famiglia al posto dell'Isee, nidi gratis e conteggia il nascituro per tutte le misure a favore della famiglia. «La famiglia non sarà di competenza solo del sociale, quasi si trattasse di un “soggetto da assistere” ma viene pensata come soggetto generativo, produttore di risorse per tutta la comunità», dice il direttore del Centro Servizi Famiglia di Treviso

C’è un gran fermento intorno alla “questione famiglia”. In questi giorni di “fase 2” abbiamo assistito all’approvazione del “Family Act” emanato dal Governo e, qui in Veneto, della “Legge quadro su Famiglia e Natalità”. Due strumenti normativi che parlano di famiglia in modo nuovo e che potenzialmente sembrano poter avviare processi virtuosi sul tema delle politiche familiari. Indubbiamente non si tratta di una saldatura casuale, né di un processo privo di fatiche e di cura da parte delle associazioni familiari.

Finalmente una Legge per la Famiglia in Veneto

A maggio è stata approvata la Legge quadro Regionale del Veneto per la Famiglia e la Natalità. La si attendeva dal 1993 e mai fino ad oggi Giunta e Consiglio regionali del Veneto erano arrivati ad approvare una norma, tanto importante e fondamentale, quanto alla mercé di fragili equilibri e diatribe politiche. La Legge è stata approvata all’unanimità anche grazie all’azione politica, forte e costante, del Forum delle Associazioni Familiari. Si tratta di un ottimo punto di partenza, che necessita di declinazioni operative nei prossimi mesi ed anni. Non è certo la legge perfetta, ma certamente è un primo ed importante passo che introduce numerose novità, che hanno già riscosso l’interesse di altre Regioni. Eccole.

Il Fattore Famiglia

Un provvedimento molto atteso e spinto con energia dalle associazioni familiari è stato il “Fattore Famiglia” che è stato inserito, grazie a un emendamento, in piena zona Cesarini. Si tratta di uno strumento per definire, finalmente con maggiore equità rispetto all’Isee, le condizioni economiche e sociali delle famiglie ed è già in uso da parte di diversi comuni veneti per determinare le tariffe di accesso ai servizi.

Una programmazione pluriennale

La durata triennale del programma con la determinazione e pianificazione di azioni concrete e risorse a disposizione, può consentire l’esecuzione di interventi regionali efficaci e potenzialmente strutturali, evitando discontinuità e disorganicità di azioni isolate. Per facilitare questo processo si sta componendo, proprio in questi giorni, la “cabina di regia” per l’indirizzo, il monitoraggio e la verifica del piano triennale. Vi parteciperanno 5 delegati delle associazioni familiari.

La famiglia non è più un settore ma una dimensione

La famiglia non sarà di competenza solo del sociale (magari la cenerentola), quasi si trattasse di un “soggetto da assistere” ma viene pensata come soggetto generativo, produttore di risorse per tutta la comunità. È richiesta la programmazione di un welfare comunitario, organico ed integrato, volto a riconoscere e sostenere la famiglia, consentendo ed incoraggiando il concorso di tutti gli attori di una comunità, pubblici e privati.

Il riconoscimento del nascituro

Il riconoscimento del nascituro fin dal concepimento è altro elemento nuovo e coraggioso, che qualifica questa legge quadro. Il nascituro infatti viene riconosciuto quale destinatario di tutti i benefici previsti dalle leggi regionali e attribuiti in base a graduatorie che tengono conto del numero di figli. Viene anche istituito un assegno prenatale finalizzato a fronteggiare i costi legati alla gravidanza e le spese fondamentali nei primi mesi di vita del bambino.

I nidi gratuiti

Viene introdotto, in via sperimentale, l’accesso gratuito ai Servizi degli Asili Nido. Purtroppo, oggi in Italia, avere un figlio è troppo spesso un lusso e molto spesso le famiglie rinunciano ai progetti di natalità per motivi economici: questo è un primo passo di riconoscimento della funzione pubblica svolta dalle famiglie nel mettere al mondo e far crescere le nuove generazioni.

L’associazionismo familiare

Una particolare attenzione viene riservata all’associazionismo familiare predisponendo tra l’altro anche un elenco regionale degli organismi di rappresentanza delle famiglie. Le famiglie hanno bisogno di una voce che le possa rappresentare nei luoghi della programmazione e della verifica.

La territorialità

Viene programmata la predisposizione di una certificazione di qualità familiare dei servizi erogati da parte di organizzazioni pubbliche e private. Un territorio virtuoso potrà organizzarsi secondo il modello delle alleanze territoriali per la famiglia (già attive in Trentino). Si tratta di reti territoriali che promuovono nelle comunità locali iniziative di politiche attente ai bisogni delle famiglie. Vengono previsti anche gli sportelli per la famiglia, che assicurano attività di supporto per agevolare la conoscenza delle norme e dei provvedimenti nazionali, regionali e locali in materia di politiche familiari e di accesso ai servizi rivolti ai nuclei familiari.

È un cambiamento culturale?

Forse sì, forse no. È certo che la Legge regionale del Veneto fa il paio con il Family Act nazionale. La proposta di “Assegno Unico Universale”, che è l’asse fondamentale del Family Act, nasce da una proposta che il Forum delle associazioni familiari ha presentato alle forze parlamentari il 15 maggio 2019. La richiesta dell’Assegno unico è rimbalzata in tutti i contesti nazionali e locali: basti pensare che, nel solo territorio della provincia di Treviso, più di 500 persone hanno fatto uno scatto fotografico indossando la “maglietta assegno unico”. Tra questi, sono stati numerosi i sindaci, gli assessori, gli imprenditori ed altri testimonial segnando una nuova attenzione e sensibilità alla soggettività sociale della famiglia.

Grazie, famiglie!

Durante il lockdown le famiglie italiane hanno dimostrato la loro resilienza e fantasia facendosi carico delle fragilità dei più anziani e dei più piccoli e sostenendo le preoccupazioni e le fatiche di chi era impegnato in ambito sanitario o di chi vedeva le proprie imprese ed il proprio lavoro schiacciati in una morsa. Di fronte a questo le famiglie non hanno scioperato né manifestato, concorrendo a fare del nostro Paese il più rispettoso delle norme sul lockdown e sul contenimento della pandemia. Al termine si sono con ironia e garbatezza si sono tributate un grande applauso con uno dei più riusciti flash mob di questo periodo: il “#GrazieFamiglie”.

Famiglie, da nidi a nodi

La sfida del valorizzare le famiglie e il loro ruolo sociale, economico ed educativo è ancora una partita aperta e difficile. Tuttavia le possibilità di raggiungere esiti positivi è connessa strettamente alle famiglie stesse. Il percorso potrà essere virtuoso solo se le famiglie stesse sceglieranno di farsi sempre più protagoniste, di associarsi e collaborare per il bene comune, di uscire dalla zona di comfort delle mura domestiche. La sfida principale è quella di fare delle famiglie delle comunità di vita e di progetto, che non siano più solo dei “nidi” ma che accettino la sfida di diventare dei “nodi” dentro la complessità e ricchezza dell’oggi.

*Direttore del Centro Servizi Famiglia – Impresa Sociale di Treviso

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