50 Rime Nuclear Ban
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Le armi nucleari sono illegali: il Trattato Onu entra in vigore

25 Ottobre Ott 2020 0840 25 ottobre 2020
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Il Trattato approvato dall'Onu nel 2017 con l'adesione dell'Honduras ha raggiunto ieri le 50 ratifiche ed entrerà in vigore fra 90 giorni, il 22 gennaio 2021. A 75 anni dal loro primo utilizzo, le armi nucleari diventano illegali. ICAN: «Cambierà molto anche gli Stati che non hanno aderito. Possiamo aspettarci che le aziende smettano di produrre armi nucleari»

Il 22 gennaio 2021 il Trattato ONU sul divieto delle armi nucleari entrerà in vigore e diventerà vincolante diritto internazionale. Lo ha annunciato ieri International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN), la campagna che ha vinto il Nobel per la Pace nel 2017 proprio per aver contribuito in maniera determinante a questo Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW). A 75 anni dal loro primo utilizzo, le armi nucleari diventano illegali secondo una norma internazionale.

Il risultato dell’entrata in vigore del Trattato, approvato dall’Onu nel 2017, è legato al raggiungimento della 50esima ratifica, che è stata quella dell'Honduras in data 24 ottobre 2020, proprio in occasione della 75ª Giornata delle Nazioni Unite, che segna l’inizio della Settimana Internazionale per il Disarmo. Solo il giorno prima erano arrivate quelle di Giamaica e Nauru. L’Italia non è tra i Paesi che hanno ratificato il Trattato. «A tutti i 50 stati partiti del trattato finora: siete dalla parte giusta della storia e vi plaudiamo per aver affrontato gli stati nucleari e aver portato per sempre la strada verso un mondo libero da queste terrificanti armi», scive ICAN sualla sua pagina. «Naturalmente ci congratuliamo e ringraziamo ognuno di voi che ha contribuito a far accadere questo momento. Questo è un traguardo incredibile per il nostro movimento e siamo incredibilmente orgogliosi di ciò che tutti abbiamo raggiunto insieme! E no, questo non significa che il lavoro sia terminato. Lontano da questo. Ci saranno molto da fare fino all'entrata in vigore del trattato, e dopo. Ma oggi celebriamo questo momento speciale, celebriamo i leader che ce l'hanno fatta, e iniziamo il conto alla rovescia per i 90 giorni!».

Il Trattato rende illegale per i paesi che lo firmano permettere qualsiasi violazione nella loro giurisdizione e rafforza la posizione internazionale contro le armi nucleari perché si tratta del primo strumento legale che le vieta esplicitamente: sarà impedito specificamente l'uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l'acquisizione, il possesso, l'immagazzinamento, il trasferimento, la ricezione, la minaccia di usare, lo stazionamento, l'installazione o il dispiegamento di armi nucleari.

Il direttore esecutivo dell'ICAN, Beatrice Fihn ha detto: «Questo è un nuovo capitolo per il disarmo nucleare. Decenni di attivismo hanno raggiunto ciò che molti dicevano impossibile: le armi nucleari sono vietate». Con l’entrata in vigore del Trattato, cambierà molto anche gli Stati che non hanno aderito, assicura Finn: «Possiamo aspettarci che le aziende smettano di produrre armi nucleari e le istituzioni finanziarie smettano di investire in società produttrici di armi nucleari. Come lo sappiamo? Perché abbiamo quasi 600 organizzazioni partner in oltre 100 paesi impegnati a promuovere questo trattato e la norma contro le armi nucleari. Persone, aziende, università e governi di tutto il mondo sapranno che quest'arma è stata proibita e che ora è il momento per loro di stare dalla parte giusta della storia».

La Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica (membri italiani della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) si rallegrano e gioiscono per il risultato ottenuto anche grazie allo sforzo della società civile italiana e internazionale e si impegneranno fin da subito affinché il numero degli Stati aderenti al Trattato possa aumentare, a partire dall’Italia. «Siamo emozionati e felici non solo per il risultato ottenuto - commenta Lisa Clark, co-presidente dell’International Peace Bureau e coordinatrice delle iniziative di disarmo nucleare per la Rete Italiana Pace e Disarmo - ma anche che la cinquantesima ratifica arrivi proprio nell’anniversario della firma dello Statuto dell'Onu 75 anni fa. La campagna globale che ha portato all'approvazione del TPNW è stata portata avanti nello spirito di quello Statuto, con il desiderio di restituire democraticità alla suprema istituzione mondiale».

«Il nostro lavoro non è finito - aggiunge Daniele Santi, presidente di Senzatomica - La nostra campagna si impegnerà ancora di più al fianco di ICAN e di RIPD per far crescere ulteriormente la rete di solidarietà di azioni che, con i giovani in prima linea, incoraggi l’Italia a stare dalla parte giusta della storia. A tal fine è in cantiere una versione aggiornata della nostra mostra che speriamo possa essere inaugurata nel 2021».

Già dal 2017 in Italia è stata promossa la mobilitazione “Italia, ripensaci” che punta a far cambiare idea a Governo e politica italiani finora rimasti al fuori, per scelta, da questo percorso di disarmo nucleare. La Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica ritengono «che l’Italia dovrebbe liberarsi dalle pressioni ed indicazioni provenienti dalla Nato e dagli Stati Uniti, che mirano a tenerla sotto il loro ombrello nucleare. Va ricordato infatti che nel nostro Paese sono presenti circa 50 testate nucleari statunitensi (nelle basi di Ghedi ed Aviano)».

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