Empatie Ritrovate
Idee

Empatie ritrovate: social, sociale, società civile

28 Gennaio Gen 2021 1206 28 gennaio 2021
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Mentre scompare sempre più dal discorso politico, l'empatia diventa centrale nelle dinamiche di comunicazione del Terzo settore. Ne abbiamo discusso nell'ottavo degli incontri che Vita e il CSV di Padova organizzano nell'ambito di Padova Capitale Europea del Volontariato

La comunicazione è il contrario dell'empatia. Eppure, gran parte della comunicazione corrente rischia di essere un acceleratore di processi entropici generando caos nel caos. Ma qualcosa è successo. Soprattutto nel mondo del Terzo settore, che proprio nella fase della pandemia sembra aver compreso come sia centrale il suo ruolo di reintermedizione civica in un sistema di comunicazione non più delegato a mere tecnicalità, ma a valori e passioni.

Ne abbiamo parlato ieri, nell'ottavo degli incontri mensili che Vita organizza con il CSV di Padova nell'ambito di Padova Capitale Europea del Volontariato.

Sono stati con noi Niccolò Gennaro del CSV di Padova e Rovigo, Ugo Morelli, studioso di neuroscienze e professore di psicologia delle organizzazioni, Guido Bosticco dell' Università di Pavia e Giovanni Battista Magnoli Bocchi, comunicatore, esperto di comunicazione politica coautori di Come i social hanno ucciso la comunicazione (Guerini e associati, 2020). Ecco il video dell'incontro.

Un incontro che, partendo dai tanti spunti presenti nell'ultimo libro di Morelli (Empatie ritrovate, Edizioni San Paolo), si è concentrato proprio sull'empatia. L'empatia, scriveva Edith Stein, è andare verso il dolore dell'altro. Capacità di comprendere l'altro e dargli un volto e un nome proprio dentro questo sentire che diventa comune. Un sentire che, scriveva Adam Smith, deve avere come base una sociability: una comunanza.

Il rischio, ha spiegato Morelli, è che in una società che quantifica tutto si deleghi anche questo rapporto alla quantificazione. Un rischio, ha commentato Titta Magnoli Bocchi, che ha visto l'empatia scomparire dal discorso politico corrente. Un discorso politico che sembra negare alla base le proprie premesse, ovvero l'apertura e la disponibilità al dialogo. Ma empatia è soprattutto azione, movimento da sé all'altro.

Per questo, ha spiegato Bosticco, servono nuove proposte comunicative, nuove strategie che partano dal sé, dal chi siamo. Proposte che il Terzo settore sta già facendo proprie, nella logica del media civici e di una reintermediazione empatica (e non umorale) del comunicare. Ossia, del fare comunità, creando senso e spazio comuni.

In questo senso, anche il mondo del volontariato - ha concluso Gennaro - deve rovesciare la domanda: non più cosa la comunicazione e i social possono portargli, ma cosa può questo mondo di valori, empatie e pratiche portare alla comunicazione. La sfida è aperta.

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