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5 per mille

5 per mille: tetto sforato con 600mila firme in meno

14 Giugno Giu 2021 1209 14 giugno 2021
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Nicola Bedogni, presidente di Assif, fa una prima analisi dei dati del 5 per mille 2020. Cresce il legame con il territorio, exploit delle aree protette: «Serve fin da ora fare un appello alla politica per innalzare il tetto: è dal 2018 che siamo costantemente sopra»

Un calo importante di contribuenti che indicano il codice fiscale di un’organizzazione: meno 600mila preferenze espresse nel 2020 rispetto al 2019 (597.615 per l’esattezza), da oltre 14,6 milioni a poco più di 14 milioni. E la crescita importante delle aree protette, che passano invece da 220 preferenze espresse a 1.019. Sono questi i due trend di maggior rilievo che si possono osservare ad una prima analisi dei dati dell’ultima edizione del 5 per mille, quella relativa alla campagna 2020 e ai redditi 2019: troppo presto, forse, per vedere gli effetti del Covid. Ha letto per noi i dati Nicola Bedogni, presidente di Assif, che a marzo 2021 ha presentato un nuovo strumento innovativo per analizzare gli esiti del 5 per mille, la “Mappa dinamica dei dati del 5 per mille”.

Cosa emerge alla prima analisi?
C’è un calo delle firme, abbiamo perso 600mila espresse, forse per il momento particolare che stavamo vivendo l’anno scorso, le persone non avevano tempo e voglia di cercare il codice fiscale dell’organizzazione. È vero che sono aumentate le firme generiche, tuttavia abbiamo 400mila firme meno del 2019: per trovare un calo del genere dobbiamo tornare al 2010. Un’ipotesi è che ci sia stato un calo generale nelle dichiarazioni dei redditi, un’altra che non ci siano le firme delle dichiarazioni tardive, che valgono più o meno il 3-4% del totale. Diciamo che non dobbiamo fare l’errore di limitarci a dire che siccome sono cresciuti gli importi, siamo contenti: le firme sono calate, nella top10 – lo avete già scritto anche voi – quanto a preferenze cresce solo la Lega del Filo d’Oro. Sono cresciute invece le aree protette: ci sono ancora molte firme generiche, ma la cifra media ripartita l’anno scorso valeva più di 1300 euro, quest’anno 500. Qui sarebbe interessante fare una campagna insieme, facendo massa comune, perché se anche crescono le firme generiche va bene comunque. Le firme sono passate da 11mila a 17mila: in un trend generale che si attesta attorno a una soglia di partenza per tutti del -2,5% di firme, possiamo dire che le Onlus stanno a 4,5% di firme, lo sport è stabile, la ricerca scientifica è rimasta stabile mentre è cresciuta la ricerca sanitaria. È cresciuta la cultura, con un +12% di firme e sono cresciute le aree protette con un +58% di firme: durante la pandemia quindi le due realtà che sono cresciute di più non sono quelle che ci si aspettava. Vedremo la prossima edizione. L'altro dato è che le associazioni sportive dilettantistiche sono fortissime al Sud, smentendo un po' il luogo comune per cui il 5 per mille va dal Sud al Nord. Le prime tre sono asd di Napoli, Castel di Sangro e Salerno, solo al quarto posto troviamo una realtà lombarda con 488 firme contro le 9.071 dell'asd Falcone di Napoli, che è prima. Anche per quanto riguarda il beneficio, siamo a 178mila euro per la prima posizione contro i 47mila della quarta.

L’edizione 2020 aveva il tetto aumentato a 520 milioni, ultimo step prima di arrivare stabilmente a 525 milioni dall’edizione 2021. Anche i 520 milioni, tuttavia, sono già sforati. Questo ha impattato sulle cifre erogabili?
Certamente, l’aumento del beneficio nonostante il calo del numero delle firme è legato a questo: un aumento del 2% è consustanziale all’innalzamento del tetto. Se analizza anche solo la top10 infatti l’aumento percentuale del beneficio è dell’ordine del 2% tranne che per la Lega del Filo d’Oro, che ha una crescita anche nelle destinazioni.

Chi è cresciuto? Lo accennava anche prima, ci si aspettava una crescita delle realtà legate alla sanità, alla salute, all’assistenza. È andata così?
Certamente c’è una crescita della ricerca sanitaria, con 92mila firme in più e una crescita anche negli importi. È un 3% in più, che tutto sommato è coerente con il trend che era giù in corso in quel settore; come importi è andata un po’ meglio ma occorre sempre fare la tara sul +2% legato all’aumento del tetto. Sul volontariato invece è pressoché impossibile distinguere. Quel che si può dire è che, allargando l’osservazione alle prime 400 realtà, ad avere avuto una crescita significativa di firme sono quasi tutti soggetti poco conosciuti, credo quindi che sia intervenuto molto il concetto territoriale. La Lega del Filo d’Oro, che abbiamo già citato più volte, è cresciuta di 21mila firme, dopo di lei, il secondo è il Pascale, l’istituto dei tumori di Napoli, che ha avuto 12mila preferenze in più, ma poi ci sono molte realtà a dimensione territoriale. Ci sono però anche Enpa e Animal equality, quindi no, la crescita non è stata necessariamente del sociosanitario.

In conclusione?
Serve fin da ora fare un appello alla politica per innalzare il tetto: è dal 2018 che siamo costantemente sopra.

Photo by Mika Baumeister on Unsplash

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