Politica

Quirinale, i "grandi elettori" del Terzo settore votano Draghi

22 Gennaio Gen 2022 1153 22 gennaio 2022

Abbiamo chiesto a cento dirigenti di organizzazioni della società civile di indicarci una preferenza in vista dell'elezione del Presidente della Repubblica scegliendo in una griglia di 10 nomi. Con il 30% dei voti l'attuale inquilino di Palazzo Chigi si piazza davanti allo stesso Mattarella e alla ministra della Giustizia Marta Cartabia

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Draghi163 Sintesi
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Abbiamo chiesto a cento dirigenti di organizzazioni della società civile di indicarci una preferenza in vista dell'elezione del Presidente della Repubblica scegliendo in una griglia di 10 nomi. Con il 30% dei voti l'attuale inquilino di Palazzo Chigi si piazza davanti allo stesso Mattarella e alla ministra della Giustizia Marta Cartabia

Se i grandi elettori del presidente della Repubblica fossero i dirigenti del Terzo settore, chi andrebbe ad occupare gli oltre 110mila metri quadrati del palazzo del Quirinale (per dimensioni la seconda sede presidenziale dopo l’Ak Saray di Ankara, capitale della Turchia)? Negli ultimi due giorni la redazione di Vita ha girato la domanda a cento alti dirigenti del Terzo settore italiano sulla base di una rosa ristretta di papabili. Dieci nomi tra i più gettonati in questi ultimi giorni (Sergio Mattarella, Mario Draghi, Giuliano Amato, Marta Cartabia, Marcello Pera, Carlo Casini, Luigi Manconi, Letiza Moratti , Rosy Bindi ed Emma Bonino).

La risposta? Il 30% tondo dei voti è andato all’attuale presidente del Consiglio Mario Draghi, seguito con il 22% da Sergio Mattarella e col 21% dalla Guardiasigilli Marta Cartabia, molto ben valutata per il lavoro che sta facendo sul fronte del carcere. Giù dal podio, ma comunque distanziati si classificano Giuliano Amato (molto apprezzato, ma con le sue 83 primavere considerato un po’ troppo in là con gli anni), Pierferdinando Casini e Rosy Bindi.

Ovviamente si è trattato di un “giochino” senza alcun valore statistico o demoscopico, ma comunque utile a segnalare la traiettoria dello sguardo con cui il mondo del sociale guarda alla partita del Quirinale. La salita all’ex palazzo apostolico che fu di Paolo V Borghese dell’attuale inquilino di palazzo Chigi, comporterebbe inevitabilmente un turn over alla guida del Governo con il conseguente rinnovamento della squadra di Governo. Ecco, forse, l’avvicendamento di qualche ministro non farebbe male alla qualità dell’azione di Governo. Un esempio per tutti, quello della ministra della Gioventù Fabiana Dadone, che proprio in queste settimane sta dando una pessima prova di sè nella gestione del servizio civile universale, uno degli istituti più considerati proprio dall’attuale Presidente della Repubblica Mattarella, che in occasione della giornata nazionale del servizio civile del 15 dicembre ha affermato: “Il mio apprezzamento è rivolto a tutti gli attori istituzionali coinvolti nella messa a punto di questa complessa macchina organizzativa, ma soprattutto ai tanti giovani che, concretizzando lo spirito e la lettera dell’art. 4 della nostra Costituzione, svolgono, con passione e slancio altruistico “un’attività che concorre al progresso materiale e spirituale del Paese”.

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