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Politica

Child Guarantee: Anna Maria Serafini è la coordinatrice italiana

30 Marzo Mar 2022 1157 30 marzo 2022
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La nomina, attesa per il 31 ottobre, è finalmente arrivata. Entro fine marzo il Piano Operativo nazionale va inviato alla Commissione Europea

Mancavamo soltanto noi e la Germania, siamo in ritardo di quasi cinque mesi, ma finalmente ci siamo. Anna Maria Serafini è la coordinatrice nazionale, per l’Italia, del Piano per la Child Guarantee. La nomina è stata fatta congiuntamente dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando e dal ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti. La comunicazione è stata data il 28 marzo durante la riunione del gruppo di lavoro "Politiche ed interventi sociali in favore dei minorenni in attuazione della Child Guarantee”, istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, già coordinato dalla senatrice Serafini. Una prima bozza del Piano di Azione Nazionale Garanzia Infanzia è stata presentata in quella sede, mentre ieri la stessa bozza ha fatto un passaggio anche in seno all’Osservatorio Infanzia. Il nostro Piano di Azione Nazionale per la Child Guarantee deve essere presentato a Bruxelles entro il 31 marzo: nei prossimi due mesi, poi, arriverà il parere della Commissione. È quindi un momento cruciale, il prossimo 21 aprile ci sarà una riunione di tutti i coordinatori della Child Guarantee e questa volta anche l’Italia parteciperà.

Arianna Saulini, portavoce del Gruppo CRC – un network che raccoglie più di cento organizzazioni impegnate per i diritti dell’infanzia, che annualmente redige il rapporto di monitoraggio sulla Convenzione Onu – nell’esprimere soddisfazione per l’avvenuta e attesa nomina, sottolinea «la continuità con il lavoro fatto in questi mesi, dal momento che la senatrice Serafini ha coordinato i lavori per la stesura del Piano operativo italiano per la Child Guarantee. La nomina congiunta, inoltre, dovrebbe favorire la sinergia con il lavoro svolto dall’Osservatorio Infanzia e con il nuovo Piano Infanzia, che del Piano per la Child Guarantee è il framework».

Il Piano redatto dal gruppo di lavoro promuove, fra le altre cose, un modello di governance integrata fra Ministeri, Regioni e Comuni, con l’obiettivo di favorire maggiore collaborazione fra i vari livelli istituzionali e fra le aree di intervento sociale, sanitaria ed educativa. «La grossa sfida è proprio quella relativa alla governance del Piano, con un effettivo coinvolgimento del livello politico e tecnico delle varie amministrazioni coinvolte. Il Piano Infanzia indica le priorità, con il Piano per la Child Guarantee si deve fare il passo in più di individuare e indicare voce per voce gli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere e le risorse con cui farlo, nell’orizzonte temporale indicato dalla Commissione, che è il 2030».

Foto di C. Hernandez, Unsplash

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