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Giornata contro omotransfobia

L’alfabeto del gender: che significano transgender e cisgender?

17 Maggio Mag 2022 1110 17 maggio 2022
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Sesso, genere, identità di genere e orientamento sessuale sono parole spesso confuse ed erroneamente sovrapposte. Ma in realtà indicano esperienze diverse. In occasione della giornata mondiale contro l’omofobia, proviamo a spiegare tali concetti nel modo più semplice possibile

In occasione della giornata mondiale contro l’omofobia, e contro manifestazioni di odio e violenza rivolte contro il «genere», l’«identità di genere», l’«orientamento sessuale», proviamo a spiegare tali concetti nel modo più semplice possibile. Per evitare di sovrapporre e confondere i concetti di sesso, genere, identità di genere e orientamento sessuale.

Partiamo da qui: una cosa è l’orientamento sessuale, che risponde alla domanda “chi mi piace”; un’altra è l’identità di genere, che risponde alla domanda “chi sono”, “a qualche genere mi sento appartenente”. E aggiungiamo: sesso e genere sono due cose diverse: in ambito scientifico e culturale la distinzione è acquisita da anni.

  • Sesso: maschio o femmina (o altro)

In questa prospettiva, per sesso si intende l’insieme di elementi anatomici e biologici che caratterizzano alla nascita una femmina o un maschio. Fino a qui è abbastanza semplice: se ho cromosomi XX e un utero e una vagina sono femmina. Se ho cromosomi YY e un pene sono maschio. In rari casi si parla però di persona intersessuale, nata con caratteri sessuali non univocamente definibili di maschio o femmina.

  • L’orientamento sessuale

Come dicevamo sopra, l’orientamento sessuale risponde alla domanda “chi mi piace”. I principali orientamenti sessuali sono l’eterosessualità, l’omosessualità e la bisessualità, mentre l'asessualità è talvolta identificata come la quarta categoria.
Secondo un’indagine curata nel maggio 2022 dall’Osservatorio nazionale infanzia e adolescenza della Fiss (Federazione italiana di sessuologia scientifica) attraverso il sito Skuola.net, il 65,9% dei 3500 giovani intervistatati (con età tra gli 11 e i 24 anni) si sente eterosessuale, il 13,7% bisessuale, il 10% asessuale, il 7,5% pansessuale e il 2,9% omosessuale.

  • Identità di genere: cisgender, transgender o agender?

Per identità di genere si intende, invece, la percezione che ognuno ha del proprio sentirsi maschio o femmina o altro. Si nutre di norme, ruoli e relazioni definite socialmente, e non ha nulla a che vedere con l'orientamento sessuale. Non c'entra quindi con il fatto che una persona sia eterosessuale, omosessuale, bisessuale e pansessuale.
In alcuni casi l'identità di genere si sviluppa in accordo a quella attribuita alla nascita sulla base degli organi genitali. Questo è il tipico caso in cui una persona che ha la vagina si sente donna e quella che ha il pene si sente uomo (cisgender). Ma in altri casi questo non avviene: alcuni hanno la vagina e si sentono uomini; altre invece hanno il pene e si sentono donne. Per loro si usa la parola transgender. Alcuni ancora non si sentono né donne né uomini (sono gli agender); altri poi si spostano fra il polo maschile e quello femminile nel corso del tempo: si sentono cioè talvolta uomini, talvolta donna. E' in questo ultimo caso che si parla di identità di genere fluida, o di persone gender fluid.

  • L’infanzia transgender

Il grado e l’intensità di questa incongruenza è variabile e si esprime in modo più o meno marcato ed evidente, attraverso il comportamento, l’abbigliamento, gli interessi e le attività. Come raccontavamo in questa inchiesta sull’infanzia transgender, i bambini gender variant (o transgender) sono bambini che attuano comportamenti stereotipicamente considerati dal contesto storico e culturale di appartenenza come più opportuni per il genere opposto. Ad esempio sono bambine che preferiscono giocare con i supereroi oppure bambini che mostrano di preferire le bambole, i trucchi, le gonne, le coroncine etc. Di per sé, la varianza di genere non avrebbe bisogno di sostegno né di essere patologizzata, tantomeno di essere corretta come se fosse un difetto di fabbrica. L’incongruenza di genere diventa un problema solo quando viene stigmatizzata come sbagliata. Nell’Europa mediterranea se sei maschio porti i capelli corti, vesti di blu e giochi a calcio. Se sei femmina vesti di rosa, sogni di fare la ballerina e hai i capelli lunghi. Se non fai così, dicono, allora c’è qualcosa che non va. È in questo perimetro che attecchiscono stigma, disapprovazione e discriminazioni.

  • Disforia di Genere: quando c’è sofferenza

In alcuni casi invece la questione è un po’ più complessa: ci sono bambini che esprimono un vero disgusto per il pene e i testicoli e bambine che rifiutano le mestruazioni, che non vogliono vedere il seno crescere o non desiderano fare pipì da sedute. Laddove vi sia una significativa sofferenza che compromette la qualità della vita, il Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali, (DSM-5), prevede la diagnosi di “Disforia di Genere”.

Non tutte le persone transgender sono anche transessuali, poiché non tutte si sottopongono alla riassegnazione del sesso tramite interventi chirurgici.

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