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Non profit

Il 5 per mille perde altre 167mila firme

10 Giugno Giu 2022 2350 10 giugno 2022
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Per il secondo anno consecutivo, calano gli italiani che firmano per il 5 per mille. L'impatto del Covid si fa sentire sull'imponibile e di conseguenza sul contributo destinato: tra calo delle dichiarazioni fatte, calo delle firme e calo del reddito siamo ampiamente sotto il tetto dei 525 milioni

Sono 16.282.585 gli italiani che hanno messo la loro firma al 5 per mille 2021: un calo di circa 92mila firme rispetto all’anno precedente tra chi ha indicato un codice fiscale e complessivamente di 166.937 firme. È questa la prima evidenza che balza all’occhio all’indomani della pubblicazione dei nuovi elenchi del 5 per mille, relativi alle dichiarazioni dei redditi fatte nel 2021 sull’anno di imposta 2020. Un’annualità del tutto particolare quindi, quella del Covid, del lockdown, delle attività ferme e del Pil sceso.

«Questo è un punto da tenere ben presente nelle nostra analisi statistica, perché dobbiamo tener presente che c’è stata una riduzione della quantità di dichiarazioni fatte, quasi l’1% di dichiarazioni in meno rispetto all’anno prima. Un secondo aspetto è la riduzione dell’imponibile per molti cittadini, ricordiamoci che nel 2020 il Pil ha avuto una riduzione di circa l’8%, e di conseguenza del valore del contributo del 5 per mille», annota Mario Consorti, fondatore di NP Solutions. «Vero è tuttavia che già l’edizione precedente aveva visto una riduzione del numero di firme, in un contesto in cui abbiamo 16 milioni di italiani che destinano il 5 per mille su 42 milioni di dichiarazioni dei redditi: dovremmo allargare l’area di chi firma, non diminuirla».

Il combinato disposto di calo del reddito imponibile, calo delle firme, aumento degli enti fa sì che il contributo medio - solo considerando le scelte espresse e non l’inoptato - si sia un poco ridotto: nel 5 per mille 2021 il contributo medio è di 30,58 euro contro i 30,87 dell’edizione 2020. «La riduzione delle preferenze ha impattato su tutti tranne che sulle asd, sulla ricerca sanitaria e sulle aree protette, che sono cresciute pur parlando sempre di numeri molto piccoli. La riduzione pesa sulle onlus, sui comuni, sulla ricerca scientifica. Anche qui, ci si aspettava che la sanità avrebbe “fatto da padrona” ed è stato così, il colpo d’occhio della top20 è emblematico, il 5 per mille contribuisce in maniera rilevantissima alla lotta contro i tumori, nelle prime 20 posizioni la gran parte delle realtà ha questa mission», prosegue Consorti.

Il numero delle organizzazioni ammesse a contributo è aumentato, con 3.587 enti in più rispetto all’anno prima. «Complessivamente, per quanto riguarda l’elenco degli ammessi il 5 per mille 2021 andrà a destinare 506,956 milioni di euro, mentre sommando anche le cifre destinate agli esclusi (che vengono sempre conteggiati per capire se si è sforato o meno il tetto e se gli importi vanno riparametrati) arriviamo a 508,418 milioni di euro: ben al di sotto dei valori dell'anno precedente e ampiamente sotto i 525 milioni di euro stanziati a copertura», conclude Consorti.

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