Analogico&Digitale

Quando Instagram aiuta a vendere libri

22 Marzo Mar 2018 1158 22 marzo 2018
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Giulia Ciarapica è l'autrice di “Book Blogger – Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché” edito da Franco Casati Editore. Il suo è un percorso attraverso i diversi modi di raccontare i libri in Rete: blog, social, YouTube. Sono questi i nuovi strumenti per parlare di letteratura in modo originale, fresco, ironico che aiutano a vendere i "libri di carta..."

Mentre proliferano le teorie sull’utilizzo sbagliato di internet e sull’assuefazione dei giovani, ed oggi è il caso di dirlo anche i meno giovani, da social network, qualcuno fa un passo in più. Va oltre. Conosce lo strumento e lo "sfrutta". È nato così “Book Blogger – Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché” di Giulia Ciarapica edito da Franco Casati Editore. Chi è il book blogger? Che cosa fa? Cosa significa oggi fare critica letteraria 2.0? Il libro di Giulia è un percorso attraverso i diversi modi di raccontare i libri in Rete: blog, social, YouTube. I nuovi strumenti per parlare di letteratura in modo originale, fresco, ironico.

Giulia Ciarapica, classe 1989, è un’appassionata bibliografa marchigiana. Oltre a gestire il suo blog (Chez Giulia), collabora con il messaggero e Il Foglio; da un anno cura la rubrica Food&Book su Huffington Post Italia. Inoltre si occupa di libri e promozione culturale anche nelle scuole superiori di Primo e Secondo grado di molte città italiane, portando avanti il progetto “Surfing on books”.

Lei marchigiana convita «e da qui non mi schiodo perché voglio che questa Regione un po’ dimenticata rinasca anche dai libri. Ai più giovani nelle classi provo a spiegare che è possibile costruirsi una carriera partendo da un blog; e che da un blog si può arrivare a un libro», racconta a Vita.it com’è nato il suo “Book Blogger”.

Tutto è nato con un blog…
“Chez Giulia” è nato tre anni e mezzo fa. Mi sta dando grandi soddisfazioni. In questi anni avrò letto e recensito circa 400 libri…

Quando hai capito che la letteratura poteva diventare un lavoro?
In realtà l’ho capito subito. Recensisco soprattutto libri online e la cosa ha colpito anche me. Non sono una nativa digitale. Ma il digitale per forza di cose è diventato il mio pane quotidiano. Per una attaccata come me alla tradizione è stata una vera impresa.

Però dalle recensioni online sei tornata alla carta
Il libro è arrivato in maniera quasi casuale. Io avevo qualche idea in testa. Poi la casa editrice mi ha contattata… ecco io penso che il book blogger dovrebbe essere una sorta di evoluzione; di arricchimento del giornalista classico. La potenza del digitale è sotto gli occhi di tutti. Ma anche il mondo analogico rimane forte. Uniamoli. Mettere nero su bianco le nuove tecniche è stato un modo per raccontare gli strumenti di questo nuovo mestiere.

Allora chi è il book blogger?
È un professionista che mette insieme i tasselli della tecnologia e dei social. È un mestiere vero e i giovani che vogliono intraprendere questa professione devono capire che non è uno scherzo. Sono necessarie delle competenze alla base che garantiscano al lavoro di mantenere una certa qualità.

Quanto aiutano i blog e i social network la diffusione dei libri?
Non c’è ancora una risposta precisa alla domanda. In Italia si legge troppo poco. Ma credo sinceramente che i libri si vendano attraverso il “passaparola”. E oggi questa attività si verifica spesso sui social come Instagram e Facebook. Gli inserti culturali che abbiamo a disposizione, anche i più prestigiosi, quanto pubblico possono spostare?

Eppure l’Ebook in Italia non ha avuto successo
Non è mai entrato nel cuore dei lettori italiani. Siamo profondamente legati alla carta come popolo. E quindi di conseguenza anche alla fotografia, al video, a tutto quello che ruota attorno ad un oggetto. Instagram e YouTube sono il futuro. Ci stiamo spostando lì. E più si parlerà di libri su questi supporti più si venderanno libri di carta. I social danno spazio all’oggetto. Su quell’oggetto raccontiamo storie e ancora di più vogliamo che sia un altro a raccontarcele. Utilizzo dei social unito alla dimensione video può promuovere la lettura.