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Innovazione

L’arte incontra la sharing economy

13 Ottobre Ott 2017 1018 13 ottobre 2017
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Si chiama Sharart, prodotto da CallipeArte, ed è solo l’ultima novità di un percorso che sta trasformando il modo di fare e fruire di opere ed eventi

Nell’era della sharing economy, anche l’arte diventa ubiqua e le opere possono essere fruite senza il bisogno di acquistarle, valorizzando qualsiasi tipologia di spazio senza limiti di tempo. L’economia della condivisione e questo nuovo modo di fruire l’arte sono alla base di Sharart-sharing art, il nuovo prodotto di CalliopeArte, azienda italiana fondata da Lucio Calegari nel 2013 e specializzata nella rappresentanza di artisti, nell’organizzazione di mostre d’arte e nella promozione e divulgazione culturale e artistica, lanciato per diffondere l’arte, in particolare l’arte italiana, rendendola più innovativa, democratica e al passo coi tempi.

Il progetto consente di vivere in mezzo all’arte senza necessariamente possederla: abitazioni, uffici, negozi, hotel e tutti quei luoghi dove ci sia presenza di clienti e di pubblico, possono essere arredati esponendo, con la formula dell’acquisto o del noleggio a lungo termine, opere d’arte e opere fotografiche d’autore che miglioreranno e nobiliteranno gli spazi abitativi e lavorativi. Per la fotografia, i margini di personalizzazione sono pressoché illimitati: le opere possono infatti essere stampate su vari materiali e nella misura idonea per adattarsi alle caratteristiche di qualsiasi tipologia di spazio, garantendo così un risultato visivo ottimale. Non solo, CalliopeArte mette a disposizione dei suoi committenti l’esperienza dell’azienda nel settore dell’arte, con una consulenza a 360 gradi, che va dalla selezione dell’opera alla scelta dei materiali su cui stamparla e alla sua installazione nei luoghi prescelti.

Fra le varie realizzazioni, una fotografia è stata ingrandita e stampata su plexiglass e si trova ora all’interno di un megayacht. Oltre alla selezione del soggetto, CalliopeArte si è occupata dell’installazione dell’opera nell’imbarcazione scegliendo il migliore materiale compatibile con l’umidità del mare e la salsedine.


L'opera installata sull'imbarcazione

In occasione della presentazione di una nuova vettura, la BMW di Torino ha scelto molte fotografie per valorizzare i suoi spazi durante la serata di presentazione.

Le opere d’arte, opportunamente trattate e adattate allo spazio di destinazione, possono anche valorizzare un ambiente di lavoro. Per questa ragione, Dante Oscar Benini, uno degli architetti italiani più noti a livello internazionale, ha scelto alcune opere messe a disposizione da CalliopeArte, realizzate dal fotografo Enzo Pellegrini, per completare l’arredamento del suo studio nel quartiere Portello a Milano.


Lo studio di Dante Oscar Benini

«Il mondo intero ammira l'Italia e lo stile di vita italiano», ha sottolineato Calegari. «Il nostro obiettivo è diffondere l’arte e la cultura italiana, mettendo a disposizione degli appassionati pezzi unici e certificati di pittura e fotografia e adattandoli a qualsiasi esigenza. Non esiste spazio, lavorativo o privato, che un'opera adeguata non riesca a valorizzare a pieno. Con Sharart-sharing art, offriamo ai nostri clienti la nostra competenza per la scelta e l'installazione, in modo da rispecchiare il loro gusto e la loro personalità».

Quella di Sharart è solo l’ultima di una lunga serie di iniziative che stanno portando l’arte contemporanea sempre più al cuore dell’economia della condivisione.

È il caso di My Home Gallery, il movimento che applica la sharing economy all'arte e permette ad artisti di ogni parte del mondo di farsi conoscere, aprendo le porte della propria casa a galleristi, collezionisti, turisti e appassionati di arte, che possono così visitare mostre "su misura" e condividere con l'autore esperienze, come un workshop o una cena.

O delle piattaforme di crowdfunding per finanziare un'opera artistica come Gofundme cui si sono riferiti alcuni artisti di street art.


Ron English, uno dei principali interpreti, insieme a Banksy, della street art e dell’arte contemporanea internazionale spiega il suo progetto di crowdfunding “Rabbbits in Delusionville”

C'è anche TeatroXCasa, una piattaforma che permette l'incontro fra case ospitali e spettacoli agili e di qualità in tutta Italia. Un sistema spontaneo e diffuso di circuitazione della cultura, di aperitivi privati, sociali, condivisione e accoglienza. Ogni casa d'Italia può trasformare per un paio d'ore il proprio salotto in un teatro. Ogni proprietario di casa può diventare direttore artistico scegliendo lo spettacolo da ospitare a casa sua e decidere l'offerta culturale da proporre alla propria comunità

Spazio anche agli investimenti privati. Con Artu Magazine nasce la prima esperienza di investimento in arte condiviso in Italia.

Le residenze d'artista in abitazioni private, aperte e accessibili ai visitatori non sono più una realtà cinematografica. Grazie alla piattaforma Art Sweet Art tutto questo diventa una possibilità concreta.

C'è poi chi ama l'arte ma non trova sempre compagni d'avventura. Con l'app Arsity non si corre più il rischio di andare ad una mostra soli. Ci penserà il telefono a trovare dei compagni di strada.

O, per concludere, Italian Stories, la piattaforma che mette in contatto i turisti interessati a vivere un’esperienza profonda sul territorio con gli artigiani italiani. Il viaggiatore può prenotare una giornata di workshop in bottega o richiedere un’attività personalizzata, creando un contatto diretto con l’artigiano.


L’arte incontra la sharing economy

Testi a cura di Lorenzo Maria Alvaro
Foto gentilemnte concesse da CalliopeArte