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Mario Paganessi, l’imprenditore che sfida l’autismo a suon di brevetti

18 Luglio Lug 2019 1451 18 luglio 2019
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Presidente della Fondazione Oltre il Labirinto è un vulcano di idee. Dal gelato Fondente, alla bici Hugbike fino ai servizi aeroportuali sono tantissime le proposte portate sul mercato. «La verità è che dormo molto poco», racconta «la notte mi assalgono tutte le mie paure, quella di non riuscire ad arrivare dove vorrei, quella di non farcela a lasciare qualcosa per questi ragazzi: un’attività, uno spazio di aggregazione, delle residenze integrate»

Fondazione Oltre il Labirinto lancia “Fondente, il gelato che scioglie il cuore”: un gelato artigianale, prodotto a Treviso da una team di ragazzi autistici, e portato in giro, nelle piazze e agli eventi, su di una Fiat 500 special, trasformata in gelateria mobile per assomigliare ai carretti di una volta.

Il progetto nasce dalla mente esplosiva di Mario Paganessi, direttore di Oltre il Labirinto, la fondazione veneta che ha l’obiettivo di garantire aiuto, assistenza e servizi ai soggetti autistici nella fase di crescita, nell’età adulta, nel durante e dopo di noi.

Il gelato è prodotto nei laboratori della cooperativa sociale Alternativa Ambiente, di Vascon di Carbonera (Treviso), dalle mani di 15 ragazzi svantaggiati e con autismo (anche gravi), grazie alla supervisione di un team composto da maestri gelatai, chef stellati, tecnologi alimentari, chimici e professionisti di altissima professionalità.

Mario Paganessi

«Da quando abbiamo avviato questo progetto, lo scorso aprile», racconta Paganessi, «la produzione è cresciuta a ritmi velocissimi. Oggi grazie all’abilità di maestri di bottega riusciamo a produrre un gelato artigianale che ha materie prime eccellenti, che poi vendiamo al dettaglio oppure portiamo in giro sulla nostra 500 special, rimodellata ad hoc da Cereda, una azienda di Bergamo. Abbiamo partecipato ad alcuni Festival nella nostra zona e adesso anche alcuni centri commerciali ci hanno chiesto di poter vendere il nostro prodotto». Fondente non è solo business ma rappresenta un esempio virtuoso di impresa sociale che permette ai ragazzi con autismo di trovare un’opportunità di integrazione e miglioramento delle loro autonomie e capacità relazionali. «Dietro ogni gusto, dietro ogni pallina, ci sono 15 ragazzi svantaggi o con autismo o altre disabilità che hanno la possibilità di mettersi in gioco, nel rispetto delle proprie possibilità e abilità. Riuscire a farli lavorare tutti, su turni di sette ore, tre giorni su sette, per noi è sorprendente. Un’impresa complessa, ma non complicata, di cui siamo particolarmente orgogliosi».

Negli spazi della cooperativa Alternativa Ambiente, ci sono anche i laboratori di preparazione dei biscotti e della pasta fresca. Attività, anche queste, legate al un progetto delle Fondazione Oltre il Labirinto che si chiama #cooking4autism. In questi giorni la cooperativa ospita anche i centri estivi che la Fondazione ha avviato (e finanziato quasi per intero) per una dozzina di adolescenti autistici. Al termine di questa esperienza, dieci di loro andranno tre giorni al mare, a Lignano Sabbiadoro.

Sempre dalla mente di Mario Paganessi, nel 2013 è nata l’HUGBIKE®, una bici speciale, un tandem, che si guida dal sellino posteriore grazie ad un lungo manubrio: chi siede davanti è “abbracciato” da chi conduce il tandem ma allo stesso tempo ha la percezione di essere lui a guidare. La bici, nata dal desiderio di Paganessi di andare in bicicletta con suo figlio (che oggi ha 17 anni), anche lui autistico, in realtà può essere utilizzata anche da chi ha la sindrome di down, l’x-fragile, cecità oppure altre disabilità.

La produzione delle HUGBIKE® inizia nel Villaggio Godega 4Autism, nei laboratori costruiti nel 2010 da Oltre il Labirinto, in provincia di Treviso. Qui, a turno, quattro ragazzi autistici (anche in presenza di gravità del quadro clinico o comportamentale) preparano gli imballaggi, assemblano le luci e i pedali. «Sono procedure e manovre che si sposano perfettamente con le caratteristiche di una persona con autismo», spiega Paganessi. Poi, una volta al mese di recano a Padova, per l’assemblaggio finale e il collaudo sotto la supervisione dei maestri artigiani. Questo progetto, a cui ha contribuito Banca della Marca, è diventato realtà grazie alla collaborazione di tante persone: progettisti, designer, fornitori, tecnici. «Sorrido sempre quando ripenso che i primi prototipi sono nati dalla semplice fusione di due bici. Quante difficoltà c’erano allora: la bici non era bilanciata, pesava troppo e non riuscivamo a trovare nessuno che fosse in grado di realizzare su grandi scaldi quello che avevamo in mente. Non smetterò mai di ringraziare Gianni Trentin per aver trasformato l’Hugbike in quello che è oggi». Le oltre 320 Hugbike prodotte in questi sei anni (alcune standard, dal costo di 2800 euro, altre con pedalata assistita, dal costo di 4000 euro) sono state spedite in tutta Italia e anche all’esterno (in Francia, specialmente). Alcune di queste sono state acquistate dalle associazioni di volontariato, qualcuna da alcuni comuni virtuosi (come quelli di Villorba e Spresiano, sempre in provincia di Treviso), una bici è stata anche donata al Papa.

Mario Paganessi è un vulcano che sembra non fermarsi mai. «La verità è che dormo molto poco. La notte mi assalgono tutte le mie paure, quella di non riuscire ad arrivare dove vorrei, quella di non farcela a lasciare qualcosa per questi ragazzi: un’attività, uno spazio di aggregazione, delle residenze integrate. In futuro vorrei realizzare un appartamento con quattro, cinque camere e una cucina, ma al momento gli ostacoli sono molti: economici, certamente, ma anche burocratici e politici. Servirebbe più coraggio da parte delle istituzioni».

L’elenco dei progetti messi in pista dalla Fondazione Oltre il Labirinto in questi primi 10 anni di attività è lunghissima. La maggior parte di questi nasce grazie all’aiuto dei Soci, di donatori privati e altri Enti, come esempio fondazioni di impresa. «In tutti i casi – aggiunge il Presidente- oltre ad una capacità di rendere gli obiettivi di fundraising chiari e con una destinazione certa dei fondi raccolti, la chiave di volta è sempre legata alla relazione duratura che si instaura con il donatore che diventa parte viva ed integrante della Fondazione».

L’ultimo, in ordine cronologico, è nato per facilitare i viaggiatori autistici all'interno dell'Aeroporto Marco Polo di Venezia. Qui è possibile trovare un percorso preferenziale e del personale specializzato. Inoltre, per coloro che sono in procinto di volare è possibile effettuare visite mirate della struttura per favorire la familiarizzazione con le strutture.

A questi progetti più recenti, si aggiungono le iniziative che la Fondazione porta avanti da un decennio, che sono legate al percorso di Domiciliarità, dove educatori supervisionati intervengono a scuola, a casa e in attività lavorative lavorando sull'abilitazione, e percorsi di Vita Indipendente, dove i ragazzi vengono inseriti in base alle loro capacità in contesti lavorativi.