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A Madaba cresce l’univeristà della pace

Sorge in Giordania. È un progetto voluto dal Patriarcato latino di Gerusalemme. Reso possibile dalla solidarietà dei Movimento Cristiano Lavoratori, che ha destinato buona parte di ciò che ha raccolto con il 5 per mille

di Francesco Agresti

La prima pietra l’ha posata Benedetto XVI nel maggio del 2009, le lezioni hanno preso il via a fine 2011. Nonostante sia ancora in fase di realizzazione oggi ha attive 7 facoltà, con 18 corsi di laurea, quando sarà completata ospiterà fino a 8 mila studenti. L’università cattolica di Madaba, nell’omonima città a 30 km a Sud della capitale giordana Amman, è un fiore all’occhiello dell’offerta didattica universitaria del Medio Oriente.

Un progetto voluto dal patriarcato latino di Gerusalemme che ha giurisdizione su Israele, Palestina, Giordania e Cipro.  I fondi raccolti sono stati consegnati dal presidente di Mcl Carlo Costalli al patriarca Fouad Twal (in foto) oggi pomeriggio a Napoli nel corso del primo dei due giorni di lavori del seminario internazionale di studi europei “Europa e Mediterraneo integrazione europea tra crisi, dialogo e sfide  identitarie”. «Nel 2013 sosterremo questo progetto con 400mila euro in tranchge da 50mila euro ogni due mesi», ha detto Costalli. Quello versato oggi è il terzo contributo dell’anno: i fondi vengono dal 5 per mille e da una sottoscrizione.

«Con l’università di Madaba», ha sottolineato il patriarca, «vogliamo creare un ambiente basato sulla cultura della verità e della fiducia, sull’apertura verso gli altri. Un istituto che prepara i leader illuminati di una società pacifica, serena, parte a tutti. Credo fermamente nel ruolo dell’educazione e dell’istruzione per formare alla pace e alla convivenza attraverso l’apertura di spirito e l’impegno per il bene comune». Un obiettivo che Mcl e Costalli hanno fatto propri. «Crediamo che la pace si costruisca investendo sui giovani e sulla loro educazione», spiega Costalli. «Il campius è gestito da cattolici ma è aperto a tutti gli studenti di qualsiais appartenenza che vengono da Israele, Quatar, Arabia Saudita oltre che dalla setssa Giordania. Per i ragazzi stduiare e vievere insieme significa educarsi alla convivenza pacificia, nella prtaica quotidiana»
 


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