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A Napoli incentivi a imprese multietniche

Lo prevede un progetto che ha tra i suoi sponsor il Comune e Banca Etica. Tredici imprese ai nastri di partenza

di Gabriella Meroni

Un bagno turco con trattamenti orientali per la cura del corpo e il rilassamento psico-fisico, una trattoria multietnica, una ludoteca interculturale, una azienda per il recupero e riciclaggio di elettrodomestici usati, oltre a servizi culturali e linguistici a sostegno dell’import-export. Sono solo alcune delle imprese che potrebbero sorgere a breve a Napoli con la partecipazione di cittadini italiani e immigrati provenienti da varie nazioni. Lo prevede il progetto “Oasi culturali” varato dall’Amministrazione provinciale di Napoli con la collaborazione di Sviluppo Italia, Banca etica, Cna, Istituto universitario orientale, centro informazione ed educazione allo sviluppo e Consorzio di cooperative sociali. Il progetto, nel primo anno di vita, ha coinvolto 388 persone, ha formato 20 operatori tra interpreti e ‘allenatori’ di impresa interculturale e facilitato la creazione di 13 progetti di imprese interculturali, per 8 delle quali il business-plan e’ gia’ al vaglio di Sviluppo Italia e della Banca Etica. “Oasi interculturali” e’ stata anche l’occasione, attraverso un camper che ha girato nell’area Nord della Provincia di Napoli e alle ore di orientamento effettuate, per avere una migliore conoscenza delle condizioni della presenza di immigrati in aree degradate e del fabbisogno di servizi di prima accoglienza. Inoltre, e’ stata testata la voglia di fare impresa, che contagia sia gli immigrati (regolari e non) che i residenti, ma e’ spesso frenata dalla mancanza di capitali iniziali anche per l’attuazione di progetti finanziabili con la legge 44 o il prestito d’onore. Per questo motivo si sta valutando la possibilita’ di finanziare i business-plan prodotti da “Oasi interculturali” servendosi di un fondo d’avvio attraverso un’operazione di risk capital.


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