Education & Scuola

Abbandono scolastico per difficoltà economiche? È allarme rosso per Napoli e Caserta

La scelta dell’abbandono scolastico matura più facilmente nelle famiglie con difficoltà economiche: «ma di tutte le motivazioni questa è la più ingiusta». Openpolis indaga la correlazione tra povertà economica e dispersione scolastica, scoprendo che, mettendo insieme i due indicatori, in Italia ci sono 54 Comuni da allerta rossa. E ben 48 si trovano nelle sole due province di Napoli e Caserta

di Redazione

L’abbandono scolastico ha certo tante cause, ma la condizione sociale ed economica della famiglia incide più di quanto si creda. Ad indagare la relazione è il nuovo approfondimento di Openpolis in partnership con Con i Bambini. Gli aspetti sociali, come la diffusione della povertà e la capacità di integrazione dei minori di origine straniera, sembrano il fattore connesso più frequentemente con l’abbandono scolastico: ma questo fattore, commentano i ricercatori, «è anche uno dei più ingiusti. Perché la decisione di lasciare gli studi non è spinta solo dalla scelta del ragazzo, ma dalla condizione economica della sua famiglia».

«Per una famiglia in difficoltà economica è più complicato offrire opportunità educative ai propri figli. In tutti i campi: dall’accesso all’offerta culturale, alla lettura, alla possibilità di viaggiare. In questo quadro, l’abbandono scolastico precoce può diventare l’estrema conseguenza di una situazione di ristrettezza di risorse. La necessità di rendere autonomi i membri più giovani della famiglia è pressante, così come quella di contribuire al reddito del nucleo familiare. Perciò la scelta dell’abbandono scolastico matura più facilmente in situazioni di difficoltà economica. L’aspetto drammatico è che questa scelta nasconde un paradosso: se nell’immediato per la famiglia può rappresentare un aiuto materiale, nel lungo periodo rischia di essere controproducente anche economicamente». Infatti «i giovani che abbandonano gli studi precocemente sono disoccupati con maggiore frequenza rispetto ai coetanei. Come conseguenza, si trovano più spesso a rischio povertà ed esclusione sociale, e tendono a dipendere più della media dai programmi di assistenza sociale. Con ricadute negative non solo per il singolo, ma anche per l’intera società. In primis, in termini di maggiori costi delle prestazioni di welfare. In secondo luogo per una questione di iniquità sociale: diversi studi hanno indicato come l’abbandono precoce tenda a trasmettersi da una generazione all’altra».

Cosa ha fatto Openpolis? Ha preso due indicatori che sono stati calcolati dall’Istat per tutti gli 8.000 comuni italiani: uno è l’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione e calcola la percentuale di giovani di età compresa tra 15 e 24 anni che hanno al massimo la licenza media e che non frequentano un corso regolare di studi né svolgono formazione professionale, l'altro è l'incidenza delle famiglie con potenziale disagio economico. In base al secondo indicatore Openpolis ha raggruppato i comuni in fasce, per “disagio tra le famiglie”. All'interno di ognuna di queste fasce è stata calcolata la percentuale di Comuni in cui il fenomeno dell'abbandono scolastico risulta più consistente (cioè la quota di comuni della fascia per cui l'indicatore di uscita precoce da scuola supera il 15%).

È emerso che nei comuni dove il disagio delle famiglie è più diffuso (oltre una famiglia su 10 si trova in potenziale disagio economico), gli abbandoni scolastici sono più frequenti, tant’è la quasi totalità dei comuni (il 98,18%) ha una quota di uscite precoci dal sistema di istruzione. Al contrario, nei comuni dove la quota di famiglie in disagio è più contenuta (1 su 10), i comuni con elevato tasso di abbandono scendono al 37,15%. «Questi dati sembrano confermare il possibile collegamento tra la condizione economica del nucleo familiare e la scelta di lasciare la scuola prima del tempo. Inoltre fanno emergere alcune ricorrenze territoriali da monitorare. Ad esempio, i comuni che presentano contemporaneamente alte percentuali di famiglie in disagio e alte percentuali di abbandoni in molti casi sono concentrati nelle province campane di Napoli e Caserta».

In Italia infatti (in base ai dati del censimento 2011) sono 54 i comuni che presentano valori elevati su entrambi gli indicatori, ovvero in cui gli abbandoni scolastici precoci superano il 15% e in cui le famiglie in potenziale disagio economico sono più del 10%. E di questi 54 Comuni, ben 48 si trovano nelle sole due province di Napoli e Caserta. Openpolis mette a disposizione tutti i dati, comune per comune, del tasso di abbandono precoce.

Foto Pexels


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