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Afghanistan: la situazione umanitaria ad oggi

Il report dell'UNHCR

di Redazione

L’UNHCR distribuisce aiuti a Kabul L’UNHCR ha oggi partecipato alla distribuzione di aiuti umanitari a Kabul – la prima volta da quando lo staff internazionale dell’Alto Commissariato è rientrato nella città, sabato scorso. Tra gli aiuti distribuiti agli sfollati, c’erano coperte fornite dall’UNHCR e cibo fornito dal Programma Alimentare Mondiale (PAM-WFP). Gli aiuti dell’UNHCR facevano parte delle scorte che già si trovavano a Kabul. La scorsa settimana, un deposito contenente aiuti dell’UNHCR era stato saccheggiato di tende e coperte destinate ai rifugiati di ritorno. Alcuni aiuti dell’UNHCR erano già stati distribuiti alla popolazione sfollata di Kabul da organizzazioni non governative (Ong) lo scorso ottobre. Anche l’ufficio UNHCR di Jalalabad in precedenza era stato saccheggiato, così come quelli di Mazar-I-Sharif, Kandahar, e piccoli uffici satellite nelle provincie di Spin Boldak e Helmand. Solo gli uffici di Herat e Kabul sono rimasti intatti. Aumentano i trasferimenti dal campo di Jalozai in Pakistan In totale oggi 550 persone sono state trasferite su 9 autobus dal campo di Jalozai, presso Peshawar in Pakistan, al nuovo campo di Kotkai. Questo costituisce un significativo aumento rispetto alle operazioni dei due giorni precedenti. In tutto finora 1.300 afghani sono stati spostati a Kotkai. Proseguono inoltre i trasferimenti dal centro di permanenza temporanea di Killi Faizo – presso il posto di frontiera di Chaman nella provincia pakistana del Baluchistan – al campo di Roghani. Nella giornata di oggi, due convogli hanno portato circa 640 persone a Roghani mentre altre 245 si erano trasferite ieri. Nel frattempo molte nuove famiglie continuano ad arrivare a Killi Faizo per le operazioni di pre-registrazione e per ricevere assistenza, prima di essere trasferite a Roghani. Oggi, 670 persone sono arrivate a Killi Faizo. Nuovi rifugiati che provengono da Kandahar riferiscono di un alto livello di tensione nella città e dicono di essere fuggiti per motivi di sicurezza. Affermano inoltre che 1.800-2.400 persone sarebbero recentemente arrivate a Spin Boldak, dal lato afghano della frontiera, e si sarebbero accampate all’aperto. Al posto di frontiera di Chaman oggi sono stati attuati rigidi controlli e afghani in attesa dall’altro lato del confine avrebbero lanciato pietre sulla polizia di frontiera. Aumenta il numero di uzbeki che rientrano dall’Iran in Afghanistan Negli ultimi giorni il profilo dei rifugiati afghani che rimpatriano dall’Iran è notevolmente mutato: aumentano gli uzbeki, che ritornano soprattutto nelle provincie dell’Afghanistan nord-occidentale di Jawzjan e Faryab. Il personale UNHCR che monitora il flusso giornaliero degli afghani che rimpatriano attraverso il posto di frontiera nord-orientale di Dogharoun riferisce che gli uzbeki sono molti più di prima, quando invece facevano ritorno soprattutto tagiki e pashtun. Si tratta ancora soprattutto di giovani uomini, alcuni dei quali tornano a Herat nella speranza di unirsi al nuovo governo locale. Tra coloro che rimpatriano sono stati notati pochissimi bambini, circa l’1 per cento dei rientri giornalieri. Questa mattina, lo staff UNHCR ha intervistato due giovani fratelli uzbeki che tornavano a Faryab. I ragazzi hanno detto di essere arrivati in Iran oltre un anno fa, per sfuggire alla coscrizione forzata da parte dei talebani. Poi hanno lavorato saltuariamente come manovali nella capitale Teheran. Il numero di rimpatri resta alto: 922 oggi e 1.322 ieri. Nel frattempo un convoglio umanitario proveniente da Mashad composto da 15 camion ha oggi varcato la frontiera con l’Afghanistan. Il convoglio sosterà per la notte nella città di frontiera di Islam Qala prima di procedere per Herat, nella giornata di domani. Lo staff UNHCR dell’ufficio di Herat, riaperto di recente, riferisce che la situazione nella città è tranquilla, sebbene talvolta si sentano ancora degli spari. Altri due voli umanitari arrivano in Uzbekistan Altri due voli umanitari dell’UNHCR sono arrivati in Uzbekistan. Il volo con 660 tende giunto ieri a Termez è stato seguito da quello di oggi, che trasportava 790 rotoli di teli di palstica e 4mila set da cucina. Tuttavia il forte vento e il freddo invernale nella città uzbeka di frontiera di Termez, hanno ostacolato le operazioni di carico e invio dei barconi utilizzati per trasportare gli aiuti attraverso il fiume Amu Darya nel nord dell’Afghanistan. Le spedizioni previste per ieri e oggi hanno quindi dovuto essere rinviate.


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