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Famiglia & Minori

Al Brasile il record dell’ingiustizia sociale

Dagli anni '70 a oggi nulla è cambiato nell'ineguale distribuzione del reddito. E 30 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà.

di Redazione

L?ingiustizia sociale? Abita in Brasile, e da un lunghissimo quarto di secolo. Secondo una statistica governativa, il Paese sudamericano non ha compiuto alcun progresso sul terreno della distribuzione del reddito: tutto è uguale agli anni Settanta, una situazione che quanto a differenze sociali supera il livello già drammatico dell?Africa nera. Qualche numero? L?1% della popolazione brasiliana è ricca, il che significa che l?1% vanta un reddito più alto rispetto a quello della metà degli abitanti poveri, fra cui ben 30 milioni vivono sotto la soglia di povertà. E un decimo dei ricchi più ricchi ha un reddito 28 volte superiore al 40% dei poveri più poveri. Un bel record, se pensiamo che nello Zambia il rapporto è di uno a 17 e in Perù di uno a 24. Insomma: metà del popolo brasiliano, cioè circa 85 milioni di persone, ha accesso solo a un decimo della ricchezza. E il tutto sullo sfondo delle promesse del presidente Fernando Henrique Cardoso – da sociologo di sinistra a neoliberista – dei successi dell?economia dal ?94 in poi e della svalutazione di due anni fa. Cambia il quadro economico, ma l?ingiustizia sociale resta uguale a se stessa.


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