Politica & Istituzioni

Anche Edwards appoggia Obama: game over per Hillary?

L'ex candidato Democratico porta in dote al Senatore Afro-Americano i voti della working class americana

di Alessandra Marseglia

Dopo mesi di lunghi e insistenti ?corteggiamenti? da parte di entrambi i candidati Democratici, ieri sera John Edwards ha finalmente capitolato: il suo appoggio andrà a Barack Obama. Il senatore del North Carolina, già candidato alla Vicepresidenza con John Kerry nel 2004, si era ritirato dalla corsa per la nomination 2008 lo scorso gennaio, dopo aver infilato una serie di risultati deludenti, perfino nel suo Stato d?origine.

Troppo difficile per lui competere con il primo Afro-Americano e la prima donna della storia Americana in corsa per la Casa Bianca, dicevano gli esperti. Ma il suo ritiro dalla corsa aveva lasciato ?orfani? tanti supporter, affascinati da una leadership e un appeal costruiti soprattutto sui temi sociali ? in primis la sanità gratuita per tutti ? e sindacali? più diritti per i lavoratori.

?Il motivo per cui sono qui è perché i Democratici hanno scelto il loro candidato e così anche io? ha detto ieri Edwards salendo sul palco del rally organizzato da Obama a Grand Rapids, in Michigan. Più che da un naturale feeling con il senatore Afro-Americano, a detta di molti commentatori, la scelta di Edwards è dettata dal desiderio di unificare il partito. Non è un caso che l?endorsment sia arrivato proprio il giorno dopo l?importante vittoria di Hillary in West Virginia, quando l?opinione pubblica ha cominciato a mettere in dubbio la capacità di Obama di attrarre la working class americana.

Edwards, infatti, porta in dote al senatore dell?Illinois, non solo i suoi 19 delegati guadagnati fino a gennaio, ma anche un grande appeal presso gli elettori maschi, bianchi e di media cultura e reddito che guardano con sospetto al ?sogno? di Obama.

L?appoggio di Edwards, inoltre, arriva proprio in una tappa in Michigan, lo Stato che insieme alla Florida è stato escluso dalle primarie dal Partito Democratico a causa di irregolarità burocratiche. Hillary, nell?ultimo disperato tentativo di rimanere a galla, si sta battendo per riammettere i due stati nel conteggio totale dei voti, quindi non è escluso che in extremis il partito accolga la sua richiesta.

Ma, ancor più alla luce del nuovo endorsment di Edwards, i giochi sembrano molti vicini alla fine per Hillary. Obama ad oggi la supera per numero di voti popolari, Stati conquistati, delegati e da qualche giorno anche Superdelegati. L?ex first lady ha annunciato che non getterà la spugna prima di giugno, ma c?è già chi dice che l?obiettivo a questo punto della corsa non è più la nomination: la Clinton punta al posto di governatore dello stato di New York, dice qualcuno; e anche l?ipotesi della vicepresidenza, sebbene molto inverosimile, non sembra sfumata ancora del tutto.

In fondo il binomio Obama-Hillary sarebbe quello che Nancy Pelosi, la speaker Democratica della Camera e una delle personalità più importanti del partito, ha definito un ?dream ticket?.


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