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Anziani: in Basilicata non c’è posto per i non autosufficienti

Ha l’indice di vecchiaia più alto tra le regioni del Sud, più di 500 posti letto mancanti per gli anziani non autosufficienti e un sistema normativo pieno buchi e lacune: così la Regione Basilicata - in pieno Covid – decide di tagliare anche l’unico contributo alle residenze socioassistenziali per over 65

di Luca Iacovone

Residenza Brancaccio Matera, foto di Giuseppe Soldo

C’è voluto un po’ di tempo anche per gli addetti ai lavori prima che si accorgessero della sforbiciata di fine anno con cui la Regione Basilicata ha di fatto tagliato le quote giornaliere di €18 e €22 per tutti gli anziani non autosufficienti e allettati presenti nelle residenze socioassistenziali lucane. È stato sufficiente aggiungere una sola parola ad una vecchia legge regionale, nascosta tra i tantissimi interventi di “manutenzione” legislativa sui temi più disparati, contenuti nella legge 41 del 22 dicembre 2020. Fino allo scorso anno la quota era riconosciuta fino al 20% (in alcuni casi 35%) dei posti letto attivati in ciascuna struttura.

“Accreditati”: è questa la parola aggiunta, a prima vista legittima e opportuna. Dal 2021 quindi potranno chiedere il contributo solo le strutture “accreditate”. Ma in Basilicata una legge per l’accreditamento delle residenze socioassistenziali (le case di riposo, per intenderci) semplicemente… non c’è. Un modo elegante per tagliare a tutti in un colpo solo e, in ultimo, alle tante famiglie lucane in difficoltà con genitori o zii anziani, che dovranno quindi farsi carico anche di questo taglio.

Un’assenza istituzionale sulla terza età che trova nella stessa posizione anche i comuni: entrambe le amministrazioni dei capoluoghi lucani non hanno un regolamento in corso di validità che indichi a quali condizioni – economiche e sociali – sia possibile beneficiare del contributo che sarebbe dovuto per l’assistenza di anziani che non possano più vivere presso il loro domicilio. Continuano a godere di un contributo comunale solo una manciata di anziani, sia a Potenza che a Matera, che sono riusciti ad ottenerlo negli anni passati e che viene confermato di anno in anno. I nuovi, invece, s’arrangino come possono. Una disparità che lascia senza chance una fetta sempre più ampia di famiglie disperate che non riescono a sostenere le rette delle residenze per anziani.

La situazione potrebbe non essere così drammatica, anzi farebbe addirittura sperare nell’esistenza di un piano politico sul tema, se ci fosse un investimento nella rete delle residenze sanitarie assistenziali. Per le RSA un manuale di accreditamento esiste, per fortuna: per ogni posto letto accreditato l’azienda sanitaria di competenza riconosce dai 92 ai 112 euro al giorno, ma quanti sono i posti letto accreditati in Basilicata?

Il piano sanitario regionale 2012-15, ancora in vigore, aveva calcolato un fabbisogno di 660 posti letto, di cui 440 in provincia di Potenza e 220 nella provincia materana. Il piano sanitario regionale 2018-20, mai entrato in vigore, si limitava a riconoscere un aumento del fabbisogno del 14%.

Ma da una rilevazione del 2019 del Ministero della Salute pubblicata sul sito della Regione Basilicata, il numero di posti letto RSA che si contano in Basilicata è di 122 nel potentino, su una popolazione over 65 di quasi 84 mila anziani, e soli 28 posti letto equivalenti nel materano, con poco più di 44 mila over 65.

Mancano all’appello almeno 500 posti letto. Ogni mille anziani potentini esiste 1,46 posti letto in RSA. Nel materano il tasso scende a 0,63 posti letto ogni mille over 65. Nella vicina Puglia i posti letto accreditati in RSA censiti sul sito della Regione sono 2422: ogni mille anziani ci sono 2,7 posti letto di cui si fa carico il sistema sanitario pugliese.

La Commissione Europea ritiene che il parametro di riferimento per l’offerta di residenze sanitario – assistenziali debba essere all’incirca di 50/60 posti letto ogni 1000 abitanti over 60. Il paese in cui si registra il maggior numero di posti letto ogni 1000 persone over 65 sono i Paesi Bassi con 87,4 posti, mentre l’Italia è al quartultimo posto con 19,2 posti letto ogni 1000 persone over 65.

Nell’immobilismo istituzionale, intanto, le strutture e i centri per anziani continuano a fiorire anche in Basilicata: è evidente che il bisogno c’è e le soluzioni pure, per chi se le può permettere. Ma per quanto tempo ancora le famiglie lucane saranno in grado di sopportare da sole un problema che non può che riguardare tutti?

Foto di Giuseppe Soldo, per gentile concessione


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