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Education & Scuola

Appello contro lo psicofarmaco per bambini

Pedagogisti mobilitati perché si dibatta dei pericoli derivanti dall'utilizzo di questo farmaco destinato ai bambini iperattivi.

di Giampaolo Cerri

Si alla mobilitazione pedagogica del pensiero No all’abuso di farmaci per i bimbi “vivaci e disattenti” Per contribuire al dibattito sui rischi legati all’introduzione del Ritalin nelle farmacie italiane (e quindi nelle scuole), quale terapia farmacologica della cosiddetta ” Iperattività o sindrome da disturbi dell’attenzione”, riteniamo importante spiegare le ragioni pedagogiche e scientifiche della nostra ferma opposizione all’uso di farmaci che alterino pericolosamente la chimica del cervello, quando esistono efficaci teorie e pratiche pedagogico-didattiche in grado di contribuire al superamento di tali difficoltà (tra cui la “Gestione mentale” di A. De La Garanderie), onde evitare la psichiatrizzazione permanente dei bambini. Infatti, non basta dire al bambino irrequieto e distratto, “Stai fermo, stai attento!” Occorre spiegargli cosa deve fare per prestare attenzione, ( cioè, secondo la teoria e la pratica della gestione mentale, insegnargli ad evocare con maggiore consapevolezza: osservare per rivedere mentalmente o ascoltare per riascoltare mentalmente). Occorre insegnargli , soprattutto, a ” muovere il pensiero ” per incanalare nella direzione giusta le sue energie, secondo un suo progetto di ricerca di senso, logico o creativo, che lo renda più autonomo e padrone del suo movimento e delle sue relazioni spazio-temporali con l’ambiente circostante. Con la diffusione delle tecnologie multimediali, il bambino, bombardato da stimoli percettivi e poco “ascoltato” dagli adulti, non ha il tempo di evocare e di memorizzare, non impara a riflettere e non ha il tempo di immaginare già, durante la percezione di un oggetto, le azioni e le possibili conseguenze implicate nel suo uso o nelle sue relazioni con il mondo circostante, cioè non ha il tempo di interiorizzare l’azione. La stigmatizzazione psichiatrica messa in atto nei confronti delle difficoltà del bambino con la diagnosi di “Iperattività e/o sindrome da disturbi dell’attenzione”, in sigla “Adhd”, oltre a sottrarre il bambino alle cure parentali dirette, maschera, a nostro parere, un disagio che dovrebbe essere innanzi tutto un problema di pertinenza pedagogica e di pertinenza pediatrico-neurologica solo in quei casi in cui sia scientificamente provata una compromissione neurologica o, comunque, organica. Crediamo che, si possa promuovere una riflessione etica e deontologica ed una nuova ricerca , pratica e teorica che, valorizzando le loro competenze professionali, permetta agli insegnanti, sia di riappropriarsi delle loro capacità d’ascolto e delle loro capacità “terapeutiche” (terapeutiche nel senso etimologico della parola, cioè “prendersi cura di…”), sia di attrezzarsi di nuovi e più efficaci strumenti pedagogici atti a ridurre l’automatismo della delega ed il rischio di psichiatrizzazione delle difficoltà d’apprendimento e d’integrazione. La ripresa di una rigorosa ricerca e sperimentazione pedagogico- didattica, potrebbe valorizzare la potenziale capacità della scuola di mettere in atto una prevenzione ed una metodologia didattica delle difficoltà d’apprendimento che arricchirebbe l’offerta formativa, della scuola stessa, di una nuova lettura pedagogica di tali difficoltà. Una lettura che offrirebbe al bambino ed ai suoi genitori maggiori garanzie di correttezza sia nel momento della diagnosi che in quello dell’individuazione degli interventi di recupero e che, anziché mirare alla “stupefacente” stimolazione/immobilizzazione farmacologica dell’attività mentale, miri soprattutto alla “mobilitazione” pedagogica del pensiero logico e creativo del bambino. Omer Bonezzi, Presidente Proteo Fare Sapere Luciano Corradini presidente UCIIM Bruno Forte presidente AIMC Raffaele Iosa, Resp. Osservatorio Integrazione alunni H. – Ministero Pubblica Istruzione Guido Pesci, Presidente A.N.P.E.C. Nicola Quirico, Presidente F.A.D.I.S. Gabriella Romano, Segretaria M.C.E. Armando Rossini, Presidente A.N.D.I.S. Alba Sasso, Presidente C.I.D.I. Mario Tortello pedagogista Università di Torino Camillo Valgemigli , medico psicoterapeuta Modena Per aderire: www.elkarkom.com/ritalin/doc.htm


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