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Appello Osce: direttori, preparate meglio i giornalisti

Contro le insidie del mestiere, come si è visto in Afghanistan

di Gabriella Meroni

Sono otto, in meno di un mese, i giornalisti uccisi in Afghanistan ma ancora piu’ preoccupante e’ il numero totale di giornalisti uccisi: 56 quest’anno, contro i 53 di tutto il 2000. Il rappresentante dell’Osce per la liberta’ di stampa, Freimut Duve, ha lanciato oggi, dopo la notizia dell’uccisione del cameraman svedese in Afghanistan, un appello alle aziende editoriali perche’ diano ai propri inviati una preparazione piu’ approfondita e forniscano piu’ protezione nelle zone di crisi. Sono centinaia, in alcuni momenti migliaia, i giornalisti inviati a ”coprire” servizi in zone di guerra. ”E’ chiaro -ha detto Duve- che devono essere fatti ulteriori passi per garantire la sicurezza e la salute dei reporter che lavorano in zona di guerra. I media dovranno collaborare con le organizzazioni internazionali per sviluppare un programma complessivo per cercare di prevenire altre tragedie”. In futuro, i media dovranno avere proprie squadre di sicurezza per dare la preparazione necessaria.


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