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Argentina, il bingo dei controimmigrati

Gli italoargentini assediano i consolati per chiedere un passaporto per l'Italia. Ora le autorità diplomatica estraggono a sorte e l'ambasciatore protesta.

di Giampaolo Cerri

Fuggono una crisi economica che sembra non voler passare e sognano l’Italia. Sono le migliaia di argentini di origine italiana che stanno prendendo d’assalto in questo periodo le rappresentanze consolari del loro Paese. Al consolato di Calle Marcelo de Alvear a Buenos Aires è una processione continua dei pronipoti di quegli italiani che arrivarono in Argentina tra la fine dell’ 800 e in primi del secolo (novecentomila solo nel decennio 1905-1914). Erano gli italiani poveri che si imbarcavano sui grandi vapori transoceanici sperando di far fortuna nel lontano Sud America, in Argentina appunto, ma anche in Brasile o in Uruguay. Oggi i loro discendenti – sono 14 milioni gli italoargentini – cercano di sfuggire all’inflazione galoppante e alle ristrettezze della congiuntura invertendo quella rotta: cercano condizioni migliori e qualche chance nel Paese che ha fatto ricchi i Batistuta, i Crespo, i Veron. Nei giorni scorsi il consolato, sottoposto ad un assedio, ha cercato di ovviare procedendo ad un sorteggio: i 120 passaporti di cui disponeva sono stati affidati alla sorte. Un vero e proprio bingo migratorio. La pratica è stata però duramente censurata dall’ambasciatore in Argentica Jannuzzi: “Una cosa comica”, ha detto, “ho già chiesto alla Farnesina di intervenire: rispetto alla media annuale di 25 mila richieste, quest’anno c’è stato un incremento del 30%”.


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