Famiglia & Minori

Autismo in famiglia, senza miele né giudizi

"Né giusto né sbagliato" di Paul Collins. L'avventura della conoscenza, la scoperta di un universo alternativo e misterioso sotto l’apparenza di ciò che la società chiama "anormale"

di Andrea Leone

Il vero tema di Né giusto né sbagliato di Paul Collins è l?avventura della conoscenza, la scoperta di un universo alternativo e misterioso sotto l?apparenza di ciò che la società chiama ?anormale?. In queste pagine, a metà tra narrativa e ricerca scientifica, diario e saggio, Collins ci racconta la vita del figlio autistico. Morgan è un bambino di tre anni dalla straordinaria intelligenza. Legge di tutto, da vecchie raccolte di giornali a libri di medicina, ma è tenacemente chiuso al mondo, non risponde agli altri e non riesce a comprendere le parole più comuni. Insieme alla storia del figlio, Collins ci narra un? affascinante vicenda accaduta nell?Inghilterra del Settecento, quella di Peter, un ragazzo dodicenne cresciuto allo stato selvaggio (chi non ricorda il meraviglioso film di Truffaut?) nel rifiuto del linguaggio, della civiltà e della realtà. Nelle righe finali del romanzo lo scrittore americano ci avverte che questa non è una tragedia, non è una triste storia, ma è la sua famiglia. Su tutto domina l?accettazione della realtà come dato necessario, qualcosa che è inutile e impossibile voler abolire o modificare. La condizione del figlio è vista come una delle condizioni possibili di un essere umano. Uno dei modi di esistere, una delle infinite possibilità, non necessariamente peggiore delle altre. Collins accetta come una legge la realtà comunque essa sia stata data. Il figlio con la sua condizione particolare è come un continente sconosciuto, un pianeta da esplorare, una biblioteca da consultare scritta in una lingua ignota: la sola differenza rispetto agli altri è che il suo mondo è più difficilmente conoscibile e richiede una attenzione maggiore. Il tono del libro è sempre ironico, leggero, eppure affettuoso e coinvolgente; per Collins osservare il figlio è come osservare l?universo, in ogni momento avviene il mistero. Morgan è oggetto di una osservazione accanita, incessante; lo scrittore registra i progressi del bambino, il suo comportamento ora dopo ora, in una visione scevra di ogni sentimentalismo, che presenta anzi qualcosa di freddo, scientifico: ci sembra talvolta di leggere un referto, una relazione. L?operazione di Collins risulta in qualche modo simile a quella compiuta qualche anno fa da Giuseppe Pontiggia con l?affascinante e tagliente Nati due volte. Entrambi guardano alla sventura e all?avversità con un atteggiamento che si potrebbe definire illuministico, armati dell?infallibile arma della ragione e di una invincibile attenzione alla realtà. Né giusto né giusto né sbagliato di Paul Collins Adelphi, pp. 268, euro 18


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