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Avvicinare Podgorica all’Europa

Presentato nei giorni scorsi a Kotor: un’azione formativa che arriva nel paese balcanico dopo aver toccato Slovenia, Albania, Bosnia e Croazia

di Redazione

I Balcani occidentali si pongono ormai con forza il tema dell’integrazione europea: un tema importante, destinato inevitabilmente a incidere anche nel nostro futuro. Il percorso verso l’integrazione per il Montenegro, in particolare, è una sfida, e lo è soprattutto per la nuova società civile che sta emergendo.
Proprio per approfondire le ragioni e le prospettive di questo percorso, il Movimento cristiano lavoratori ha promosso a Kotor, in Montenegro, l’8 e 9 marzo, un Seminario di studi europei – organizzato con il patrocinio dell’Ue, da Mcl, Napredak, e sostenuto da Eza – dal titolo eloquente: “Europa e Balcani occidentali. Un approccio verso il dialogo sociale. Organizzare la società civile un impegno e una sfida”.

Una due giorni non solo di parole, ma che ha segnato l’avvio di un progetto che durerà due anni e vedrà coinvolti numerosi giovani in un percorso di formazione e di scambi finalizzati all’acquisizione di conoscenze che possano determinare una più ampia condivisione degli ideali europei e sostenere il Montenegro verso la piena integrazione.

Dopo la Slovenia, l’Albania, la Croazia e la Bosnia Erzegovina, questa nuova azione formativa vuole promuovere e sostenere la società civile in un percorso di dialogo che guarda all’integrazione europea e alla coesione sociale.
Infatti la prospettiva dell’allargamento dell’UE ai Balcani occidentali non potrà essere rimandata a lungo e in quest’ottica bisogna preparare una nuova classe dirigente che sappia interpretare i nuovi bisogni della gente. I lavoratori, e in particolare i lavoratori cristiani, devono rafforzare il loro ruolo nella prospettiva del dialogo sociale e culturale.

«Abbiamo trovato una grande attenzione da parte del mondo della cultura sul ruolo che può avere un Paese piccolo ma in costante crescita dal punto di vista economico, un Paese che sta assolvendo un compito sempre più importante per la stabilità interna dell’area balcanica, sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista del dialogo fra le religioni, in prospettiva dell’Unione Europea”: queste le prime impressioni riportate dal Presidente del Mcl, Carlo Costalli, che ha partecipato ai lavori alla guida di una delegazione del Movimento. Come pure, ha detto ancora il Presidente del Mcl, una grande attenzione è stata data dal mondo del lavoro al tema del dialogo sociale e della coesione sociale e al ruolo delle organizzazioni sindacali.

Il tema della futura integrazione europea, a cui tutti mirano, è stato affrontato da Srđan KEKOVIC (Segretario generale dell’Unione dei sindacati liberi del Montenegro): “è indispensabile lavorare per prepararci a interpretare le nuove esigenze e i nuovi bisogni, soprattutto per quanto riguarda i lavoratori che devono rafforzare il loro ruolo e quello delle organizzazioni sociali e sindacali proprio nella prospettiva del dialogo sociale e culturale“.
Essenziale in questo percorso il ruolo della Chiesa cattolica per tutti i lavoratori – sottolineato dall’intervento del Vescovo di Kotor, Mons. Ilija Janjic – e delle opere della Chiesa cattolica, di cui ha parlato il Direttore della Caritas di Kotor, Ivo Coric.

Il mondo della cultura è stato rappresentato da Srđan Vukadinovic, Direttore del Centro per la Ricerca Sociale di Podgorica nonchè Professore all’Università di Podgorica e a quella di Tuzla (Bosnia), e da Mirjana Popovic, Professoressa alla Facoltà di Filosofia di Nikšic, che hanno portato un interessante contributo all’analisi della situazione economica e sociale del Montenegro.

Significativo anche l’intervento di Franjo Topic Presidente di Napredak (Sarajevo), accompagnato da una folta delegazione proveniente dalla Bosnia. Insomma, una coralità di presenze attente e importanti che hanno ben rappresentato l’attenzione che sta crescendo verso il traguardo dell’integrazione europea.
Segno che il lavoro del Mcl – che già negli anni passati ha sostenuto, soprattutto con Napredak in Bosnia, numerose azioni di formazione che stanno determinando sempre più cooperazione e conoscenza tra le organizzazioni – va nella giusta direzione. Oggi l’iniziativa di Kotor, in Montenegro, rappresenta la continuazione di questa azione e sintetizza la speranza verso un nuovo impegno di giovani che guardano all’Europa con grande speranza.

Un’azione formativa che guarda al futuro delle relazioni tra Europa, area mediterranea e Balcani occidentali. Dopo la disgregazione e la guerra, la costruzione della pace nella cooperazione e nella collaborazione non è un compito facile: è necessario rafforzare le ragioni del dialogo per realizzare una coesione che si sappia fare sostanza senza trascurare la promozione dei lavoratori.


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