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Cancro, cresce la domanda di cure alternative

Ricerca dell'International Union Against Cancer: da Bombay a Boston i pazienti chiedono terapie alternative. Ma spesso rischiano di peggiorare.

di Giampaolo Cerri

Gli ammalati di cancro, da Bombay a Boston, sono sempre più alla ricerca di cure alternative per trattare il loro male e i loro medici non si sentono adeguatamente preparati per rispondere. Lo rivela una ricerca dell?International Union Against Cancer- Iuac che ha raccolto le risposte di 80 membri, per la maggior parte oncologi; di 33 paesi diversi. Secondo l?indagine, che apparirà domani, sulla rivista scientifica Cancer. Nel loro rapporto i ricercatori distinguono fra cure complementari e cure alternative. Le prime sono compatibili con le cure tradizionali e puntano a migliorare la qualità del paziente oncologico mentre le seconde, essendo biologicamente attive e spesso invasive si propongono come trattamento che deve essere usato in alternativa di quello convenzionale. Queste ultime sono considerate ?un problema? da molti oncologi. Fra gli esempi citati, la terapia greca del Kamateros o acqua di primavera che utilizza del comune vischio come terapia antitumorale: ?Ricerche hanno dimostrato che questa pianta può causare arrossamenti e dare forte prurito ma non conducono affatto ad una maggiore sopravvivenza?. La ricerca riporta anche di terapie dietetiche, vitaminiche e persino botaniche somministrate da ?praticoni?. Ma in alcune parti del mondo, osserva il rapporto, i pazienti usano queste terapie perché non riescono ad ottenere quelle convenzionali.


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