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City Festival. Nuovi modelli di produzione diffusa. Strategie di rilancio a partire dall’esperienza milanese

di Tommaso Sacchi

Tommaso Sacchi per ‘Giovani artefici di futuro’

a cura di  Martha Jimenez Rosarno e Giovanni Melillo Kostner / Open City Museum

Nonostante il settore culturale sia provato dall’aridità di una politica troppo spesso cieca e poco lungimirante e dalla penuria di finanziamenti pubblici, è innegabile che rimanga una risorsa fondamentale per il nostro Paese anche, e soprattutto, a livello economico come forza trainante per altri settori, campo fertile per una reale e non solo sperata ripresa dell’economia, organismo vitale capace di rinnovarsi e di innovare.

Milano è nota come una delle realtà urbane più all’avanguardia per quanto riguarda la produzione culturale e non è solo una città che produce, ma produce beni e servizi di alto valore qualitativo, famosi nel mondo, molti dei quali legati a alla creatività e a una fortissima spinta all’innovazione. L’industria culturale milanese non è però composta solo dai grandi nomi conosciuti a livello internazionale, ma anche da una serie di realtà di medie e piccole dimensioni, molto attive, che punteggiano l’intera città.

Proprio pensando al suo ruolo produttivo all’interno dell’economia italiana, Milano ha il compito storico di continuare a vivificare il proprio habitat culturale con progetti nuovi e avanzati.

Nell’ambito delle politiche culturali e territoriali per il biennio 2011-2013, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano – sotto la guida di Stefano Boeri – si è posto questo obiettivo:  un’accensione simultanea della città come rilancio e stimolo delle fitte reti della produzione culturale cittadina.

L’idea da cui è nata la proposta dei City Festival è semplice: data la spiccata vivacità culturale della città e la presenza di un altissimo numero di imprese culturali, si è pensato fosse possibile e necessario attivare le energie già esistenti, incrementarle attraverso l’interazione e la messa in rete e proporre eventi diffusi, attraverso modalità di progettazione collettive. Ci si è resi conto che incoraggiare e valorizzare la spontaneità delle singole iniziative culturali incanalandole in un unico evento, gestendone la regia e fornendo loro la giusta visibilità, avrebbe dato vita a manifestazioni importanti, e dal potere rigenerativo, per la città e i cittadini.

Così è stato per PianoCity, BookCity e ChorusCity, i tre eventi in cui si è voluto declinare il formato City Festival.L’idea prende spunto dal Fuorisalone, ormai noto festival associato alla Fiera del Mobile, che ogni anno attiva sempre più soggetti e vivifica zone urbane sempre più allargate. Legato inizialmente alla necessità di trovare luoghi non convenzionali e poco costosi per esporre le creazioni di designer emergenti, da evento secondario è diventato il più grande festival diffuso della città di Milano, un evento che oggi attira numerosissimi visitatori da ogni parte del mondo.

Proprio questo stimolo spontaneo e collettivo delle reti di produzione culturale, costituisce l’aspetto più innovativo del formato City Festival. Un formato che presuppone un modello di gestione pubblica innovativa, capace di stimolare le imprese a eleggersi parte attiva nella costruzione delle politiche culturali e nel coinvolgimento degli spazi -più o meno conosciuti, pubblici o privati- della città.

A Milano i City Festival sono diventati momenti culturali centrali durante i quali la città ha saputo mettere a sistema il suo patrimonio produttivo diffuso; ha attivato nuove trame relazionali tra operatori, amministratori e cittadini, proponendo grandi cartelloni tematici in grado di accogliere un’ampia varietà di iniziative e modelli di fruizione diversa; ha generato, a partire da un tema specifico, un modello di progettazione collettiva, inclusivo, trasversale, capace di gestire creativamente la moltitudine di contributi, intercettare traiettorie e sensibilità collettive e costruire circuiti sempre più virtuosi.

 

Tommaso Sacchi

Si è occupato di politiche culturali per l’Assessorato Cultura, Moda e Design del Comune di Milano (2011-2013). Curatore, organizzatore culturale e consulente per aziende  nel campo  della produzione artistica. È docente di Elementi di Comunicazione e Giornalismo per i corsi di laurea in Arti Visive e Fashion Design presso l’Accademia di Belle Arti A. Galli di Como e di Event Planning and Management per il Master internazionale in Arts Management dell’Istituto Europeo di Design di Firenze. E’ co-curatore del progetto the Tomorrow (8a Berlin Biennale for Contemporary Art / 14a Biennale di Venezia). Ha coordinato la campagna nazionale #piumusicalive per l’agevolazione delle procedure per la produzione di performing arts. Ha curato diverse rassegne in alcuni tra i principali teatri milanesi (Audiotrium di Milano, Teatro Dal Verme). E’ stato invitato come guest lecturer in diverse Università italiane (Università Cattolica del Sacro Cuore, Accademia di Belle Arti di Brera, NABA, Domus Academy, Scuola d’Arte Drammatica P. Grassi).

 


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