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30 ragazzi disabili in barca a vela

Dopo le lezione teoriche sulla vela e gli esercizi per l'equilibrio, finalmente il progetto Vivere è entrato nel vivo: 30 ragazzi con disabilità motorie hanno fatto la loro prima uscita in barca a vela, nel mare di Anzio

di Redazione

Sabato 10 maggio sono salpati in 9, tre equipaggi fra le onde del mare davanti ad Anzio. Ha preso il largo così il “Progetto Vivere” (VIrtuale pro VEla REale) della Fondazione Don Gnocchi, che ha coinvolto nello sport una trentina di ragazzi con disabilità motorie di Roma, fra i 10 e i 25 anni (età media 12 anni), attraverso la barca a vela. Sono uscite tre imbarcazioni Laser 16, messe a disposizione dalla Sezione Velica della Marina Militare, che ha sede proprio nel porto di Anzio. Ogni equipaggio era formato da 3 ragazzi, un istruttore e un operatore della Fondazione Don Gnocchi e le uscite, di un’ora circa, in condizioni di massima sicurezza, erano finalizzate a fornire lezioni pratiche di vela, dopo alcuni mesi di simulazioni e di lezioni in aula. I ragazzi si sono dati il turno nella conduzione delle imbarcazioni e nelle manovre di bordo. Al rientro la Federazione Italiana Vela ha offerto il pranzo al sacco per tutti i partecipanti e gli accompagnatori. Queste uscite si protrarranno fino al 14 giugno prossimo, tempo e condizioni del mare permettendo.

Da gennaio i ragazzi si stanno preparando alle uscite, sia con lezioni teoriche sia con attrezzature (pedane stabilometriche in condizioni statiche e dinamiche, simulatore di vela, ambiente virtuale) che riproducono l’ambiente della barca con il suo rollio, in modo da abituarsi alle diverse condizioni di equilibrio e di coordinazione. Tutti i ragazzi che partecipano a ViVeRe (Virtuale pro Vela Reale) – un progetto della Fondazione Don Gnocchi in partnership con Federazione Italiana Vela, finanziato da un bando del Ministero per le Pari Opportunità – hanno infatti disabilità motorie e sono stati reclutati in parte presso il Centro Santa Maria della Provvidenza di Roma, della Fondazione stessa, e in parte nelle scuole della capitale. «È un progetto pilota che ha uno scopo sociale, ma anche uno scientifico», aveva spiegato la dottoressa Irene Aprile, che segue il progetto per la Don Gnocchi. «Tutti i ragazzi verranno sottoposti a una valutazione dell’equilibrio e della capacità di presa all’inizio, dopo il training e dopo l’esperienza in mare».

In questa fase di “pratica”, essenziale è il ruolo della FIV, ma anche del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, che ha curato il trasporto dei ragazzi ed ha messo a disposizione i propri istruttori velico e della Marina Militare che ha messo a disposizione le imbarcazioni, un gommone di appoggio e gli istruttori. Il Progetto Vivere coinvolge 17 assistiti dal reparto di neuropsicomotricità e logopedia dell’età evolutiva del Centro Don Gnocchi di S. Maria della Pace di Roma e 8 provenienti dalle scuole della capitale; 5 invece sono ragazzi normodotati, così da favorire l’integrazione e l’affermazione delle pari opportunità.