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Osf e la crescente povertà degli italiani

Viene presentato martedì 10 giugno all'Università Cattolica di Milano il Bilancio sociale di Opera San Francesco che giunge quest'anno alla sua quinta edizione. Focus sugli italiani sempre più numerosi tra gli utenti di Osf

di Antonietta Nembri

Viene presentato domani, martedì 10 giugno, all’Università Cattolica di Milano “Opera di San Francesco e la crescente povertà degli italiani”, l’edizione 2013 del Bilancio sociale di Osf che con questa giunge alla sua quinta edizione.
Il Bilancio sociale che illustra l’attività svolta dall’associazione a favore dei poveri della città di Milano e anche quest’anno è stato redatto in collaborazione con Altis (Alta scuola impresa e società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) sotto la guida del professor Marco Grumo.
Due le novità presenti nel documento: un focus sull’utenza italiana che con sempre maggior frequenza si rivolge a Osf e un secondo sull’attività svolta dallo Sportello di Mediazione e Orientamento al Lavoro (Smol) da parte dei beneficiari diretti e indiretti dello stesso servizio.
Come nelle passate edizioni, inoltre, si dà spazio al calcolo del valore restituito che permette di rilevare il rendimento delle donazioni che Osf restituisce ai poveri sotto forma di aiuti concreti.

Nell’incontro di Milano all’Università Cattolica (ore 18, aula Pio XI, largo Gemelli 1) accanto al presidente di Osf padre Maurizio Annoni, interverranno come relatori, don Roberto Davanzo, direttore di Caritas Ambrosiana, Andrea Gazziero dell’associazione Cena dell’Amicizia onlus e il professor Marco Grumo, docente di Economia aziendale alla Cattolica di Milano e responsabile della Divisione non profit di Altis (partecipazione gratuita – registrazione online www.altis.unicatt.it)

Dopo aver intitolato l’edizione dello scorso anno del Bilancio sociale “Osf, l’uomo e la crisi” quest’anno Opera San Francesco ha deciso di puntare l’obiettivo sugli italiani. «Era venuto il momento di entrare nel dettaglio, perché se è vero che la crisi riguarda tutti, ci sembrava necessario capire con quali modalità il fenomeno stesse iniziando a colpire anche, e talvolta in modo prevalente, i nostri connazionali» spiega padre Maurizio Annoni presidente di Opera San Francesco.
È un osservatorio senz’altro privilegiato quello che offrono i servizi di Opera San Francesco per comprendere le nuove dinamiche e geografie del bisogno. «Nel 2013 in totale gli utenti italiani che si sono rivolti ad almeno uno dei nostri servizi di base (docce, mensa o guardaroba) sono stati 3.143 e fra questi in 1.272 lo hanno fatto per la prima volta. I nostri concittadini ormai rappresentano oltre il 10% della popolazione che si presenta alla nostra porta, tanto che sono diventati la seconda etnia dopo i romeni tra gli utenti dell’Opera», conferma il presidente dell’associazione.

Ma chi sono questi italiani che si rivolgono alla mensa di viale Concordia? Uomini (79%), over 45 (60%) e solo il 9% ha un coniuge o un compagno. «Stiamo parlando di maschi per lo più soli, il 30% sono separati o divorziati, che hanno perso il lavoro e non hanno alcuna possibilità di rientrare nel mercato professionale» illustra padre Annoni che rivela un altro particolare: «Solo il 30% di loro è senza dimora, mentre un altro 34% possiede un tetto sotto cui stare, ma sono persone a rischio sfratto perché hanno smesso di pagare l’affitto o di pignoramento perché avevano un mutuo che non sono più in grado di pagare». Poi ci sono quelli che vivono in affitto condividendo la casa o perfino la stanza da letto. Le donne invece sono per lo più anziane oppure madri single.

Sul numero di Vita in edicola, un’intervista a padre Maurizio Annoni dedicata alla Povertà che parla sempre più italiano.