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Progetto individuale: diritto ribadito dal Tar Catanzaro

Soddisfatto Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas: la sentenza ribadisce «il diritto di una persona con disabilità a vedere redatto dal proprio Comune il progetto globale di vita personalizzato»

di Redazione

Le persone con disabilità hanno diritto alla redazione di un progetto individuale. Lo stabiliva una legge del 2000, ma adesso c’è anche una sentenza della magistratura che lo ribadisce. E non nasconde la sua soddisfazione Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas onlus – associazione famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, anzi commenta: «Siamo estremamente soddisfatti della recente sentenza emessa dal Tar Catanzaro che ha sancito definitivamente il diritto di una persona con disabilità a vedere redatto – in maniera adeguata – dal proprio Comune il progetto globale di vita personalizzato».

Si è così conclusa la vicenda che aveva visto il Comune di Cassano allo Ionio (CZ) in un primo momento negare a una persona con disabilità la redazione di un progetto individuale espressamente previsto dall’art. 14 L. 328/2000 per una serie di motivazioni ritenute dal Tar oltremodo incoerenti e successivamente delegare al Distretto Socio – Sanitario la redazione di un progetto, che si è poi rilevato del tutto inidoneo ed illegittimo e quindi censurato dal Tar stesso. «Con questa sentenza» prosegue il presidente «viene individuato un iter ben preciso che le pubbliche amministrazioni dovranno prendere in considerazione per ciò che riguarda le persone con disabilità e la loro presa in carico globale ed è paradossale che ciò avvenga dopo ben 14 anni dell’entrata in vigore della L. 328 e solo attraverso un pronunciamento della magistratura».
Con la sentenza in questione, infatti, il Tar ha affermato che attraverso il progetto individuale per la persona con disabilità, stabilito come detto dall’art. 14 della Legge n. 328/00, il legislatore indica un modello di “presa in carico globale e personalizzata” della persona con disabilità che trascende dalla previsione di singole prestazioni da erogare o dal semplice “smistamento” della persona con disabilità all’interno di una serie di strutture e/o servizi già precostituiti e non pensati e riparametrati sulle reali esigenze della singola persona per garantirne la piena inclusione sociale nel proprio contesto familiare e sociale e quindi l’ottimale qualità di vita.

Sin dal 2010, anno in cui, in occasione della Giornata Internazionale della disabilità del 3 dicembre, Anffas Onlus aveva lanciato una Campagna Nazionale di sensibilizzazione sull’attuazione della Legge n. 328/00, (legge quadro sul sistema dei servizi sociali) – che dopo oltre dieci anni dalla sua emanazione era rimasta ancora inattuata in tante sue parti, soprattutto nelle modalità di presa in carico di una persona con disabilità – Anffas ha lavorato per sensibilizzare ed informare sull’importanza e le potenzialità del progetto individuale, dedicando anche uno spazio ad hoc sul suo sito www.anffas.net. Ora, dopo questa sentenza, che va tra l’altro ad aggiungersi ad una serie di altri significativi pronunciamenti in materia in cui Anffas è stata in questi anni partecipe e protagonista, le persone con disabilità ed il loro familiari dispongono di un ulteriore strumento per rendere pienamente esigibili i loro diritti.

«Quotidianamente come Anffas ci battiamo perché nel nostro Paese si creino condizioni di pari opportunità e non discriminazione, prediligendo il dialogo con le pubbliche amministrazioni che sono deputate al riconoscimento dei diritti civili ed umani delle persone con disabilità ed alla loro concreta attuazione: in questo caso, oltre al costante lavoro di supporto e di dialogo messo in campo insieme all’associazione locale di Corigliano Calabro, e quindi in una Regione particolarmente disagiata per quanto riguarda la rete integrata dei servizi, ma assolutamente sovrapponibile alla maggior parte delle regioni d’Italia, ci si è visti costretti ad adire le vie giudiziarie e per questo un nostro ringraziamento va anche ai legali di Anffas» conclude il presidente Speziale. «Ma il più grande ringraziamento va alla persona con disabilità protagonista della vicenda ed alla sua famiglia, che hanno voluto con determinazione combattere fino in fondo questa sacrosanta battaglia, anche a beneficio di tutte le persone con disabilità».