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Riabilitare con l’immaginazione

Immaginare un'azione aiuta a realizzarla più velecemente. Lo dice una ricerca Aism che verrà presentata domani al Festival delle Scienze di Genova

di Redazione

«Cosa avviene nella nostra mente quando immaginiamo? È possibile fare riabilitazione immaginando?». Secondo una recente scoperta scientifica si. È infatti questo il tema del progetto, promosso dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM), “Immaginazione di azioni motorie in neuroriabilitazione: un nuovo protocollo per pazienti con Sclerosi Multipla”, frutto della collaborazione tra l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM), l’Università di Genova e l’Università di Digione.
Lo studio è stato coordinato dai due ricercatori FISM Andrea Tacchino, bioingegnere, e Giampaolo Brichetto, medico fisiatra, coordinatore della  ricerca in riabilitazione promossa dall’AISM. Lo studio verrà presentato sabato 27 ottobre, alle ore 18,30 all'interno del Festival della Scienza di Genova(Aula Polivalente San Salvatore, Piazza Sarzano). “Riabilitare immaginando” si aprirà con una rappresentazione teatrale basata sulla “Magia Rossa” di Ghelderode e su “L’uomo dal fiore in bocca” di Pirandello.


La studio, svolto presso il Servizio Riabilitativo AISM di Genova, si concentra sulla formulazione di nuove tecniche e protocolli sperimentali per migliorare le performance motorie delle persone con SM, attraverso lo studio della cosiddetta motor imagery: uno stato di simulazione mentale durante il quale un individuo replica una azione motoria senza muovere gli arti o attivare i muscoli coinvolti nell’esecuzione dell’azione stessa. L’attività cerebrale di simulazione sarebbe infatti collegata a quella coinvolta nel movimento fisico effettivo.
Lo studio si focalizza sul confronto tra le tempistiche d’esecuzione reale e immaginata di movimenti dell’arto superiore, mettendo in rilievo le caratteristiche migliorative che la motor imagery esercita sul movimento reale in persone con SM. Lo studio pilota ha coinvolto 14 persone con SM e 19 controlli sani. È stata utilizzata una metodica avanzata di registrazione del movimento con telecamere a infrarossi e markers. I risultati di questo studio hanno dimostrato una efficacia dell’effetto del movimento immaginato nel migliorare la velocità di esecuzione del movimento reale. Andrea Tacchino si è aggiudicato proprio su questo argomento il Premio Giovane Ricercatore del Gruppo Nazionale di Bioingegneria  come “migliore contributo alle conoscenze e metodologie di base”.