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Da Atene a Hollywood qualcosa vi unisce

La percezione comune legata alla grecità è quella di un mondo fondato sull’ordine, il dominio, la compostezza e la serenità. Ma Calasso ci dimostra che questa immagine è falsa.

di Andrea Leone

Dopo lo straordinario K., pietra miliare negli studi su Kafka, Calasso torna a parlarci del mondo greco con questo breve libro, una raccolta di saggi apparsi nel corso di diversi anni ma legati a un unico discorso. La percezione comune legata alla grecità è quella di un mondo fondato sull?ordine, il dominio, la compostezza e la serenità. Ma Calasso ci dimostra che questa immagine è falsa. Alle radici della civiltà greca sta il fenomeno della follia divina e della possessione, intesa come possessione erotica operata dalle ninfe: un fenomeno che riguarda non solo gli umani ma anche gli dèi. I greci riconoscevano che la vita mentale era dominata da forze che sfuggivano a ogni controllo. Le ninfe si impossessano della vita degli uomini, ma donano l?ispirazione dell?arte. La lotta tra apollineo e dionisiaco percorre tutta la civiltà greca, ma alla fine prevale la seconda dimensione, da cui nasce lo stesso concetto occidentale di io, con il pensiero, la filosofia e l?arte. Una mania (questa la parola greca originaria), che accomuna i maggiori artisti e pensatori occidentali attraverso i secoli, da Omero a Nabokov a Hitchcock, da Platone a Aristotele a Socrate, passando per Botticelli, Poliziano e Mantegna. Nell?età moderna l?uomo tende a possedere anziché essere posseduto, e la conoscenza razionale e scientifica elimina gran parte del potere delle immagini. Ma il discorso dionisiaco della conoscenza per possessione ritorna nell?epoca contemporanea, con il cinema. Nella seconda parte del libro Calasso ci propone alcuni splendidi saggi dedicati ai grandi maestri della settima arte e ai generi classici del cinema hollywoodiano. Lo scrittore fiorentino si sofferma soprattutto su Hitchcock e in particolare su La finestra sul cortile. L?opera di Hitchcock è un meccanismo perfettamente autonomo e dalle infinite possibili interpretazioni, la cui visione, come nel caso dei grandi quadri, suggerisce sempre nuove letture. Nel film l?io di James Stewart che osserva il delitto dalla sua finestra coincide esattamente con l?assassinio, in un esercizio sacrificale della coscienza di sé. Proprio a Hollywood e nel cinema di genere Calasso vede riaffiorare gli archetipi eterni del pensiero greco. Rita Hayworth e le altre protagoniste del cinema americano classico incarnano l?immagine delle dee immortali: una strana e irrazionale fascinazione rinasce dalle profondità dei tempi e unisce la Los Angeles falsa e luccicante dello star system all?Olimpo greco. LA FOLLIA CHE VIENE DALLE NINFE di Roberto Calasso Adelphi, pp. 131, euro 7


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