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Disagio giovanile e buone pratiche educative, una due giorni a Napoli

Il convegno nazionale Uneba del 14 e 15 giugno è un’occasione per riflettere sul futuro delle giovani generazioni. Il presidente Franco Massi: «Parleremo delle nuove forme della sofferenza e della fatica di bambini e ragazzi, e delle buone pratiche quotidiane per il benessere dei minori e per l’affermazione dei loro diritti, a Napoli e in tutta Italia»

di Ilaria Dioguardi

Due giorni dedicati alle nuove forme del disagio giovanile – dal languishing alle discriminazioni per l’identità di genere – e alle best practices per i più giovani, compresi i centri diurni del Don Guanella. È il programma, all’Holiday Inn di Napoli, de “Il futuro delle giovani generazioni: le sfide nel processo educativo”, convegno nazionale di Uneba, Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale, la più rappresentativa organizzazione di categoria del settore sociosanitario e socioeducativo.

Isolamento sociale, discriminazioni di genere e violenza familiare

Al convegno Uneba molti esperti parleranno di isolamento sociale, discriminazioni di genere e violenza familiare. «Abbiamo organizzato questi due giorni per attirare l’attenzione su questi temi: le nuove forme della sofferenza e della fatica di bambini e ragazzi, e le buone pratiche quotidiane per il benessere dei minori e per l’affermazione dei loro diritti, a Napoli e in tutta Italia», dice Franco Massi, presidente nazionale Uneba che «segue circa 1000 associati, tra strutture per anziani, per disabili e oltre 100 realtà che si occupano di minori».

In Francia e Germania un investimento di risorse per i minori triplo dell’Italia

«Vogliamo fare il punto della situazione per proiettarci nel futuro, a partire dalle varie forme di disagio che interessano le giovani generazioni e che non possono non avere un riflesso anche per quanto riguarda le famiglie. Per i figli di famiglie fragili, in condizione di povertà, che non dispongono di aiuti indispensabili, necessari dobbiamo fare delle riflessioni», continua Massi. «Gli interlocutori delle comunità per minori sono i comuni e le regioni, un nostro messaggio è rivolto anche a queste istituzioni, Stato compreso. Il problema del disagio dei minori in Italia non è molto sentito. La Francia e la Germania utilizzano, per i minori, risorse tre volte superiori, in rapporto al Pil, di quelle che vengono destinate in Italia. Questo fa pensare».

Disagio per un milione di minori

«Circa un milione di minori in Italia, pur vivendo in famiglia, sono in situazione di disagio», prosegue Massi. «Il nostro obiettivo è migliorare il benessere e la cura di queste persone, dei loro diritti, di buone pratiche educative ecco perché abbiamo scelto Napoli, una città con la maggiore presenza di disagio giovanile. Inoltre, quando si parla di Msna, si ignora il fatto che non solo sono afflitti da bisogni materiali, ma hanno sempre più spesso bisogno di cura rispetto a disturbi dello sviluppo e di tipo psichico».

Franco Massi, presidente Uneba

Per quanto riguarda gli impegni di Uneba, «continuano le sollecitazioni nei confronti del governo, delle varie regioni perché quanto viene destinato come attenzione e risorse al sociosanitario agli anziani e ai disabili è molto poco. Inoltre, anticipo che stiamo preparando un convegno ad ottobre, che si svolgerà a Verona, dedicato alla terza età».

Le sfide nel processo educativo e le buone pratiche

Il convegno “Il futuro delle giovani generazioni: le sfide nel processo educativo” si aprirà con gli interventi, tra gli altri, del vescovo mons. Vincenzo Pelvi, dell’assessore alle politiche sociali Luca Fella Trapanese, di don Pino Venerito, presidente Uneba Campania, di Giovanni Galano, garante Regione Campania per l’infanzia e l’adolescenza. Interverranno anche suor Franca Rosso, coordinatrice Commissione minori Uneba, e Valentina D’Orso, deputata relatrice della nuova legge sull’Ordine professionale degli educatori e pedagogisti.

Dopo i saluti istituzionali, il convegno proseguirà con quattro relazioni: “La persona in via di sviluppo come soggetto di diritti e di cura” con Domenico Costantino, avvocato, docente all’Università di Bari; “L’identità di genere nel percorso di crescita adolescenziale” con Marina Balestra, pedagogista; “Languishing e isolamento sociale come esperienza di crisi nelle relazioni di oggi” con Michele Lepore, psicologo e docente dell’Università Federico II; “Le ricadute psicologiche della violenza intrafamiliare nella persona in via di sviluppo” con Patrizia Schiarizza de Il Giardino Segreto.

Il convegno riprenderà sabato 15 giugno con la presentazione di “Buone pratiche di cura nell’esperienza dei territori”. Tra queste, l’intervento di Daniela Salzano, coordinatrice degli educatori del Centro diurno Opera don Guanella su “Centri diurni: luogo di crescita per minori, famiglie ed educatori e collegamento con i territori”. Alla tavola rotonda interverrà anche Gennaro Pagano, coordinatore del “Patto educativo per e con la città di Napoli”.

Foto di apertura di Dim Hou su Unsplash. Foto dell’ufficio stampa Uneba


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