Welfare & Lavoro

Donne giovani e laureate, sono loro a candidarsi al lavoro nel non profit

È un ritratto al femminile quello che emerge dal portale Job4Good. Il 73% di chi ha cercato lavoro nel Terzo settore nel 2018 è donna. Se si guarda alle figure più richieste sono fundraiser e project manager. Oltre la metà delle offerte arrivano da Roma e Milano e, a sorpresa è proprio la capitale a mostrare maggior vivacità

di Antonietta Nembri

Donna, laureata, giovane e con esperienze di volontariato o servizio civile alle spalle. È questo il ritratto di chi nel 2018 ha cercato lavoro nel non profit che emerge da Job4Good, portale italiano ideato per far incontrare domanda e offerta di lavoro nel Terzo settore.
«Ci confrontiamo quotidianamente con persone in cerca di nuove opportunità lavorative e di crescita personale e questo identikit ci racconta di professionisti sempre più specializzati e preparati, professionisti che studiano duramente per il loro ingresso in un orizzonte lavorativo sempre più competitivo e sempre più lontano dalla centralità dell’impiego per passaparola», dichiarano i fondatori della piattaforma Luca Di Francesco e Diego Maria Ierna. «Dal nostro osservatorio preferenziale e dai dati che ne sono scaturiti notiamo che la meritocrazia non solo paga, ma è ciò che il non profit esige quando è in cerca di un professionista».

Un ritratto al femminile che i numeri mostrano molto chiaramente: il 73% degli utenti unici che visitano il portale è donna, oltre la metà (54%) ha tra i 25 e i 34 anni. In seconda posizione si trova la fascia d’età 35-44 anni (20%) e solo al terzo posti i giovanissimi tra i 18 e i 24 anni (14%). Poco meno gli utenti over 45 anni che ricercano posizioni lavorative su Job4Good (12%), fatto che sembra dimostrare come il Terzo settore non sia scelta di ripiego per fuoriusciti e disoccupati da altri settori produttivi. Inoltre, proprio nelle fasce più giovani tra i 18 e i 34 il divario gender è sensibilmente più marcato: in entrambi i casi, infatti, le donne sono il triplo degli uomini e solo nella fascia 35-44 anni la componente maschile risale anche se a stento raggiunge la metà della controparte.

Se si passa all’analisi geografica le metropoli sono le località in cui offerta e domanda di lavoro nel non profit sono più vivaci e, a sorpresa, Roma (27,09%) batte al fotofinish Milano (26,94%). Le due città comunque fanno il vuoto dietro di loro, la prima alle loro spalle è infatti Torino con il 4,14 percento, seguono Bologna (3,15%) e Firenze (2,03).
In coda si trovano Napoli al 2%, Monza al 1,15%, Palermo ferma al 1,02% e Bergamo che chiude la classifica con un tondo 1%.

Se si passa ad analizzare le figure professionali ricercate si conferma l’assoluta necessità di personale altamente specializzato. Il “mestiere” più richiesto nel 2018 è stato quello del fundraiser (15,99%), segue a stretto giro il project manager (13,58%). Le figure amministrative si posizionano al terzo posto (8,92%) seguite a brevissimo giro dal sempreverde comunicazione-marketing (8,17%) e dalle professioni “sul campo” quali cooperante (7,16%) ed educatore (7,07). In fondo alla classifica troviamo il mediatore linguistico che in media è stato ricercato 1 volta ogni 100 vacancies.

«Prepararsi a dovere in un mercato del lavoro che sta diventando sempre più competitivo e affollato di skilled worker risulta un’operazione vitale per quanto possiamo percepire dal nostro osservatorio privilegiato per questo ribadiamo che la cura del proprio CV, lo studio minuzioso delle realtà alle quali ci si propone, l’analisi della propria presenza sui social potrebbero sembrare accortezze meramente estetiche, ma in realtà sono l’architrave portante dello stare in maniera consapevole sul mercato del lavoro nel non profit», aggiungono Di Francesco e Ierna. «Per questo a Job4Good si è recentemente affiancata la 4Good Academy, uno spazio accessibile di conoscenza e crescita professionale per chi opera nel Terzo settore e per coloro che vorrebbero entrare a farne parte. Un altro impulso verso la mission che perseguiamo da sempre: far crescere il mercato del lavoro nel settore non profit attraverso la crescita professionale dei suoi addetti».


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