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Cooperazione & Relazioni internazionali

Dottore, sto male Mi faccia le fusa

Nata negli Stati Uniti,da due anni viene applicata anche in alcuni centri del nostro Paese.Con risultati confortanti. Soprattutto su bambini e anziani.

di Mikaela Belisario

Viene chiamata anche terapia dolce: non ci sono bisturi, non ci sono medicine. Ma solo tanti musetti simpatici e disponibili, pronti a offrire amore e tenerezza. Sono cani, gatti, cavalli, pulcini, maialini. Animali e anche guaritori. Piccoli ?medici a quattro zampe?, con le pinne o le ali, che la scienza chiama pet-therapy, letteralmente ?terapia assistita dagli aniniali?. Praticata già negli anni ?40 in un ospedale di New York dove ai feriti di guerra si affiancavano animali domestici, la pet-therapy è una ?scoperta? recente nel nostro Paese: le prime esperienze risalgono a quindici anni fa. Negli ultimi anni la popolarità di questa scienza, così come viene considerata negli Stati Uniti, è salita in Italia grazie ad alcuni convegni internazionali e a esperienze pilota di successo, come l?introduzione degli animali negli ospedali avvenute al dipartimento di Pediatria dell?ospedale di Padova e al reparto di fisioterapia dell?ospedale Niguarad di Milano, dove esiste un vero e proprio centro equestre per l?ippoterapia. Ma in cosa consiste questa scienza dagli effetti benefici? Sembra incredibile nella sua linearità: a un paziente si affianca un animale. O meglio si ?sfruttano? i meccanismi di relazione emotiva che si creano tra uomo e animale. Meccanismi a volte ?esplosivi?: sui bimbi autitistici la delfinoterapia ha offerto risultati insperabili. Cani e gatti, tra le bestiole più ??utilizzate? per la pet-therapy: con la loro natura docile e indipendente, sono riusciti a risvegliare l?interesse per il prossimo e stimoli verso l?esterno ad anziani ricoverati (e rassegnati) nelle case di riposo. Sono state documentate esperienze a Roma e nel Trevigiano. ?Senza addentrarmi nei meccanismi psicologici e biologici positivi che questi ausili terapeutici innescano, tutti scientificamente documentati», spiega Maurizio Pasinato, presidente della Società Italiana di Scienze comportamentali applicate, «la pet therapy ha dimostrato che gli animali co-terapeuti attivano varie dinamiche nei pazienti». Nell?area clinica, l?utilizzo dei ?medici a quattro zampe?, o con le ali, a seconda dei casi, nelle strutturc sanitarie di lunga degenza, nei reparti pediatrici, in quelli oncologici, nel post infarto cardiaco, ha ad esempio dimostrato un significativo miglioramcnto dello stato mentale dei pazienti con una riduzione dei tempi di ospedalizzazione e un calo di alcuni parametri metabolici, responsabili di svariate patologie come trigliceridi, colesterolo, glicemia e pressione sanguigna. Sul versante emotivo, i pazieniti si affezionano agli animali, li curano, si distraggono, tornano ad appassionarsi. La pet-therapy oggi deve però far fronte a tre problemi fondamentali, di cui uno di natura ?bioetica?: le manca la ?patente? ufficiale di scienza e c?è la necessità di formare operatori preparati. Infine, ci si pone il problema se sia giusto utilizzare gli animali, sia pure a scopi terapeutici. Per quanto riguarda la patente di terapia ufficiale, operatori esperti attendono fiduciosi l?approvazione di una legge ad hoc. L?obiettivo è di arrivare ad una sperimentazione seria e coordinata, finanziata da fondi statali. Per ora alla Camera da due anni attende di essere vagliata una proposta presentata dal deputato dell?Ulivo Piero Ruzzante, firmata anche da altri 40 parlamentari. Quanto ai corsi di formazione non c?è spazio per i dilettanti: veterinari, piscologi, psicoterapeuti devono sapere come affiancare in maniera corretta l?animale al paziente e la loro collaborazione in un?equipe è fondamentale. In Italia l?esperienza più interessante di stages ad hoc l?ha messa a punto l?istituto Zooprofilattico sperimentale di Teramo. «Abbiamo una richiesta fortissima in tal senso», spiega un?esperta del Centro, Barbara Alessandrini, «soprattutto da parte di veterinari». Il Centro di Teramo ha già formato 30 operatori di pet therapy. Sull?aspetto bioetico, infine, il ruolo più importante su questo versante è quello del veterinario, chiamato a ricoprire il compito di ?psicologo- animale?: spetta a lui garantire un adeguato livello di salute dell?animale, scegliere l?abbinamento più corretto tra paziente e bestiola. Lo zoo in corsia Reparto di fisioterapia ippoterapia ospedale Niguarda di Milano tel: 0264442644 Reparto di Pediatria dell?Ospedale di Padova tel:0498293505 Per anziani: Castelfranco Veneto:tel:0424861105 Delfini: Associazione Arion:tel:0658243 Cavalli: Associazione Anire:tel:0289401362 Cani sociali: Associazione Aiuca:tel:031876613 Istruttori: Centro di Teramo:tel: 0861332905


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